Gli hacker rubano oggi i nostri dati per usarli fra dieci anni

Al Dipartimento della Sicurezza interna USA si stanno già misurando con la crittografia post-quantistica: c'è da augururarsi che abbiano successo

Se condividi l'articolo su Facebook guadagni crediti vip su Libero Cashback Risparmia con lo shopping online: a ogni acquisto ti ridiamo parte di quanto spendi. E se accumuli crediti VIP ottieni rimborsi più alti!

Sembrano scenari da serie tv, eppure le conseguenze a livello mondiale degli hackeraggi informatici diventano sempre più gravi e i governi di tutto il mondo si stanno tutelando, non solo dagli attacchi attuali ma anche da quelli che potremmo subire in futuro.

Pochi mesi fa un gruppo di hacker noto come Darkside ha messo fuori uso per diversi giorni un oleodotto statunitense, comportando gravi problemi: dal Texas a New York ci sono stati pesanti ammanchi di carburante ed ancora oggi il governo americano promette ricompense miliardarie a chi fornirà prove sulla reale identità dei componenti di questo gruppo criminale. La tecnica è sempre la stessa, la più pericolosa: quello che oggi si chiama  “double extortion” e che prevede non solo la richiesta di un riscatto per la decifratura dei dati resi inservibili, ma anche la minaccia di diffonderli sul web.

Questo per inquadrare il problema e far capire che un gruppo di hacker ben attrezzati può fare veramente paura a livello globale: anche perchè i loro metodi sembrano diventare sempre più raffinati.

Secondo un articolo della MIT Technology Review, infatti, c’è chi raccoglie oggi dati decrittati, quindi impossibili da sfruttare, nella speranza di poterli decifrare un domani: per farlo occorrono potentissimi computer quantistici, che oggi non sono certo alla portata di tutti ma che potrebbero esserlo un domani. Questi computer, si evidenzia nell’articolo, potrebbero essere in grado in futuro di scardinare gli algoritmi utilizzati per proteggere database di grande importanza che custodiscono dati personali, segreti di stato, brevetti commerciali.

Le intelligenze di tutto il mondo, soprattutto quelle americane, ci stanno quindi già lavorando su: lo scopo è creare algoritmi sempre più inviolabili, per resistere all’assalto di tecnologie future. Al Dipartimento della Sicurezza interna statunitense si stanno quindi già misurando con la crittografia post-quantistica. Non ci resta che augurarci che abbiano successo.

 

 

 

 

 

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti