Running in solitaria? Sarebbe meglio trovarsi un partner di corsa

La corsa è lo sport solitario per definizione: praticarlo in compagnia può però avere i suoi vantaggi. Ecco quali

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Correre è uno degli sport più gettonati di sempre, grazie soprattutto alla sua estrema duttilità: è economico, si può fare ovunque e secondo i propri ritmi. Inoltre è efficace: chi inizia a correre giornalmente, anche iniziando piano e allungando man mano le passeggiate, vede fin da subito benefici per la salute e per il punto vita. 

Ma è meglio correre da soli o in compagnia? Secondo Irene Gambacurta, allenatrice Fidal, Massimiliano Banda, psicologo dello sport a Udine, e Carlotta Montanera, personal coach e blogger, ci sono diverse scuole di pensiero (c’è anche chi dice che non fa poi tanto bene)

C’è chi vede la compagnia come uno sprone: avere uno o più partner può “costringerti” ad andare a correre, invece di farsi vincere dalla pigrizia. Inoltre correre insieme a qualcuno può stimolare una sana competizione e portare il corridore a spostare sempre più in su l’asticella.

Di contro però la corsa è uno sport che nasce in solitaria e in solitaria trova i suoi punti di forza: isolarsi dal mondo, lasciar andare le gambe e sconnettere il cervello, non doversi adeguare ai ritmi degli altri.

Solo voi potete sapere qual è lo stile di allenamento più efficace: se pensate che una compagnia vi possa rendere meno noiosa l’esperienza, vi conviene aggregarvi ai tanti gruppi che si organizzano per correre nei parchi cittadini. Se invece siete dei tipi solitari, allora forse la corsa è lo sport più adatto da praticare in completa solitudine!

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