Salti la coda? Ecco dove rischi fino a sei anni di carcere

Se in Italia chi non rispetta la coda rischia solamente qualche insulto e la rabbia di chi era in fila prima di lui, in alcuni paesi i maleducati sono destinati alla prigione. Accade in Nigeria, dove il nuovo provvedimento emanato dal presidente Muhammadu Buhari, prevede pene durissime per chi non rispetta la coda.

Il 74e nne Generale in Capo infatti ha deciso di usare il pugno di ferro contro gli “indisciplinati”, combattendo la maleducazione con provvedimenti severissimi. Già nel 2013 aveva annunciato la “guerra contro l’indisciplina” (Wai), con l’obiettivo di infondere la disciplina nella popolazione e in questi giorni ha fatto un passo avanti in questa personale battaglia. Lo scopo è quello di vietare i cosiddetti “comportamenti anti-sociali”, fra cui non c’è solo la corruzione e la maleducazione, ma anche – purtroppo – l’omosessualità.

In questo periodo il capo di stato si trova in Gran Bretagna, ma anche da qui ha voluto mostrare il suo pugno di ferro contro comportamenti che reputa inadatti alla popolazione nigeriana. Il suo disegno di legge è stato approvato all’unanimità e prevede di punire con mesi di prigione chi non rispetta la fila, in qualsiasi occasione, dal supermercato al distributore di benzina, passando per i negozi e gli uffici pubblici.

Secondo il leader in questo modo si risolleverà “una cultura nazionale deragliata”. “Nella nostra società oggi – ha spiegato tramite un membro del Congresso che ha presentato il suo disegno di legge – c’è un totale disprezzo per le altre persone e sono in molti a rimanere impuniti”. Come se non bastasse Muhammadu Buhari avrebbe deciso di reintrodurre le brigate di guerra contro l’indisciplina (WAI) allo scopo di contrastare i “vizi sociali come violenza, sequestro e disobbedienza alle norme sul traffico”. E se i provvedimenti sulla fila magari possono strappare un sorriso, non lo fanno quella contro gli immigrati, gli omosessuali e i giornalisti, reputate dalla comunità internazionale dure e insensate.

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