Salute, i pro e i contro degli smartwatch

Lo smartwatch può essere uno strumento di prevenzione importante, ma occhio a come lo usiamo

Fonte: 123RF

Come è ormai risaputo, gli smartwatch sono un importante strumento anche per il monitoraggio del nostro corpo: ci sono modelli dedicati esclusivamente alle performance sportive mentre altri hanno le funzioni di uno smartphone ma anche diverse utilities dedicate alla salute.

Gli smartwatch più diffusi controllano infatti il battito cardiaco e sono in grado di rilevare e segnalare anomalie, oltre a conteggiare le calorie perse, i minuti passati in piedi, i passi totali del giorno e così via: per il futuro si parla anche di dotarli di sensori per la misurazione della pressione sanguigna e della glicemia.

E se è innegabile che questi strumenti siano d’aiuto e anche di stimolo per fare una vita sana, c’è anche il risvolto della medaglia, spiegato da uno studio condotto dalla dottoressa Lindsey Rosman, assistente della cattedra di medicina presso la divisione di cardiologia della University of North Carolina School of Medicine.

A quanto pare smartwatch e Fitbit possono portare ad un aumento dell’ansia correlata al proprio stato di salute: nello studio la dottoressa ha parlato del caso estremo di un paziente che arrivava a fare venti letture ECG al giorno, perchè non capiva come mai il suo FitBit gli desse come risultato “inconcludente”. Il problema era del dispositivo, che non riusciva a rilevare i dati, ma intanto il paziente era scivolato in uno stato ansioso fino a rivolgersi al proprio medico cardiologo, anche se non aveva nessun sintomo.

Di contro, abbiamo anche letto spesso notizie di cronaca di persone salvate dal proprio smartwatch, che ha segnalato loro un’anomalia cardiaca per tempo permettendogli di cercare soccorso (famoso il caso del cantautore Eugenio Finardi): e in effetti per quanto riguarda l’attività cardiaca gli smartwatch hanno un margine di errore piuttosto basso (inferiore al 5% secondo uno studio  condotto dalla School of Medicine della Stanford University nel 2017 sugli iWatch Apple)

L’attendibilità di questi strumenti, sempre secondo lo studio di Stanford, peggiora sensibilmente nel misurare le calorie bruciate durante l’esercizio: in questo caso il margine di errore variava dal 27% al 93%.

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