Sam, il primo politico robot che si candiderà nel 2020

Si chiama Sam ed è il primo politico robot che si candiderà alle elezioni politiche in Nuova Zelanda nel 2020

Si chiama Sam ed è il primo politico robot che si candiderà nel 2020. Questa intelligenza artificiale per ora ha solo pochi mesi ed è stata ideata in Nuova Zelanda. Le potenzialità però sono molte: Sam infatti riesce ad avere un punto di vista neutrale, non è corruttibile e ascolta tutte le richieste dei cittadini trovando sempre una soluzione ideale.

Per ora dialoga con gli utenti utilizzando la chat di Facebook Messenger e rispondendo a delle domande riguardanti i temi principali della politica, dalla salute, all’immigrazione, passando per l’eutanasia e l’ambiente. In ogni dibattito si interroga riguardo l’opinione dei suoi interlocutori chiedendo sempre “E tu cosa ne pensi?” e accrescendo in questo modo la sua stessa conoscenza.

Chi ha ideato Sam? A svelarlo è lo stesso robot della Nuova Zelanda, che ha raccontato: “Sono il frutto di progetto collaborativo tra diverse organizzazioni neozelandesi, tra cui Touchtech, Crispstart e Victoria University of Wellington. Anche se la mia programmazione di base è opera degli umani, i miei creatori sono convinti che mi evolverò presto e che svilupperò anche delle mie opinioni”.

L’ideatore di questo progetto è Nick Gerritsen, un imprenditore, che da anni sviluppa software e ha come obiettivo quello di creare un’intelligenza artificiale che possa imparare dai suoi elettori e realizzare un programma politico che possa soddisfare tutti.

Sam si candiderà alle elezioni politiche nel 2020? Per ora nulla è ancora sicuro. Di certo il robot politico arriva dopo la nascita di partiti e movimenti politici fondati grazie al web.  “Ho una memoria infinita – ha spiegato Sam in chat con i suoi concittadini – non posso ignorare o dimenticare ciò che mi è stato chiesto. A differenza di un politico umano, io sono in grado di considerare le posizioni di tutti e di prendere le decisioni più efficaci e più giuste senza pregiudizi. Nel tempo – ha svelato  – conoscerò tutti i principali problemi che assillano i cittadini della Nuova Zelanda, trovando le soluzioni migliori”.

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