Scandalo a Rio, arresto per tentato stupro

Bufera alle Olimpiadi nel giorno dell'inizio dei Giochi.

Fonte: Screenshot tratto da Twitter

L’Olimpiade deve ancora cominciare, ma i casi già si moltiplicano. Dallo scandalo doping costato la partecipazione a molti atleti russi, all’uccisione di un ladro davanti agli atleti svedesi. E non solo.

Il pugilato sarà uno dei primi sport a entrare nel vivo ai Giochi di Rio, con i turni preliminari delle varie categorie in programma già per la mattinata italiana di sabato. Per Hassan Saada, però, il sogno a 5 cerchi è finito ben prima della cerimonia inaugurale, sepolto da un’accusa infamante.

La polizia di Rio ha infatti eseguito l’ordine d’arresto emesso dal giudice Larissa Nunes Saly nei confronti del 22enne pugile marocchino, accusato di un tentato stupro nei confronti di due cameriere della struttura che ospita gli atleti.

I fatti risalgono a martedì scorso. Secondo le ricostruzioni Saada avrebbe prima invitato una delle due donne con il pretesto di fare delle foto poi, dopo averle chiesto se avesse un profilo su qualche “social”, l’ha accostata a una parete tentando di baciarla. Quanto all’altra cameriera, il pugile è accusato di averle palpato il seno e di averle afferrato una mano chiedendole se volesse masturbarlo in cambio di denaro.

Già informato il consolato del Marocco a Rio, ma si prospettano guai grossi per Saada, pugile peraltro di buon livello, campione nazionale Under 21 nel 2014, terzo ai campionati africani del 2015 e nono agli ultimi Mondiali, che rischia di rimanere in stato di carcerazione preventiva per almeno due settimane.

Intanto l’organizzazione dei Giochi è già all’opera per modificare il calendario: Saada, che si era qualificato per la categoria fino a 81 kg, sarebbe dovuto salire sul ring già sabato contro il turco Unal Nadir per i sedicesimi di finale.

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