Scansione dell'iride, la fantascienza oggi è sul suo smartphone

Con il nuovo Samsung Galaxy Note 7 l'accesso al dispositivo avviene tramite scansione oculare e non più tramite password: il futuro è già qui

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Fonte: uswitch-mobiles1-contentful.imgix.net

Nel nuovissimo Samsung Galaxy Note 7 di prossima uscita è presente un sistema per la scansione dell’iride. Dimenticatevi password o PIN di qualsiasi tipo: da oggi per accedere al proprio smartphone basta identificarsi con il proprio occhio. Quella che sembra una tecnologia parecchio allettante per tutti gli appassionati di tecnologia e non, in realtà ben presto diventerà una feature presente nella maggior parte dei dispositivi in commercio, inclusi i PC desktop e portatili.

Il funzionamento è piuttosto semplice: uno scanner ad infrarossi scansiona l’iride del proprietario e ne verifica l’autenticità prima di consentirgli l’accesso. Questa funzione verrà già integrata nel phablet Samsung Galaxy Note 7, che nella sua parte frontale, in prossimità della fotocamera anteriore, presenterà un sistema di scansione dell’iride.

Causa ancora qualche scetticismo il fastidioso effetto accecante della scansione ad infrarossi, ma secondo gli esperti questo metodo di autenticazione biometrico è molto più sicuro dell’impronta digitale. Il Galaxy Note 7, tuttavia, non è il primo dispositivo mobile ad integrare questa tecnologia: Fujitsu e Microsoft hanno già lanciato il proprio guanto di sfida con i rispettivi Arrows NX-F04G e Lumia 950 XL. Molto probabilmente, il sistema con scansione biometrica dell’iride verrà integrato anche nel prossimo iPhone.

Verso questa direzione si sta muovendo in particolar modo Microsoft, che con Windows Hello promette di mandare in pensione le vecchie password in favore del riconoscimento oculare e della già presente autenticazione tramite impronta digitale. Per quanto la cosa sia vista dai grandi produttori come il prossimo grande step della sicurezza informatica, in molti credono che la scansione oculare possa comunque essere aggirata: la previdenza non è mai troppa.

Essendo gli smartphone dei dispositivi di consumo di massa, inoltre, in molti credono che il sistema farà fatica ad affermarsi nei primi tempi. Il costo di questa singola specifica sarebbe infatti molto alto e gran parte degli smartphone entry-level cui il mercato è abituato non la vedranno implementata in tempi brevi. In tal senso un ruolo molto importante lo ricopre il processore, chiamato a sostenere dei carichi lavorativi non indifferenti. Ma per il Galaxy Note 7 questo non dovrebbe essere un problema: le qualità ci sono tutte.

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