Scegliere il pigiama giusto aiuta a dormire meglio

Per combattere l'insonnia cambiate pigiama: ecco pregi e difetti dei tipi di abbigliamento notturno più diffusi (compreso il naturista!)

I disturbi del sonno sono una patologia molto diffusa, che finisce per influire sulla vita quotidiana e la salute di chi ne soffre: rimedi ce ne sono moltissimi, naturali e non, ma prima di iniziare a sbirciare sugli scaffali della farmacia meglio dare un’occhiata nella propria stanza da letto.

Un ambiente confortevole e tranquillo per dormire è il primo passo verso un buon riposo: secondo un recente studio, condotto da Sleep.org, sito della National Sleep Foundation americana, anche il pigiama è molto importante per garantire sonni tranquilli.

Prima regola: il pigiama non deve essere né troppo pesante né troppo leggero, quindi no alla lana (che può irritare) e al pile, nì al cotone, che ha molti vantaggi fra cui quello di far traspirare la pelle ma non è adatto ai freddolosi e sì alla seta, che assicura una perfetta termoregolazione. Con un solo svantaggio: è estremamente delicata e anche costosa.

Un pigiama che può assicurarci sonni tranquilli è senz’altro quello di bambù: mantiene la temperatura ideale, è antibatterico e ipoallergenico ed è anche amico dell’ambiente, in quanto è biodegradabile al 100%.

Veniamo poi ad un’annosa questione: piedi nudi o…vestiti? La cosa cambia molto da persona a persona: c’è chi non riesce a prendere sonno se ha i piedi freddi e chi li sente letteralmente “scoppiare” se fa troppo caldo. La via di mezzo è una calza leggera fino alla caviglia, da togliere al bisogno!

Sul dormire nudi, infine, ci sono diverse scuole di pensiero: c’è chi dice che faccia benissimo e chi che invece si finisce per avere più caldo. La soluzione è provare, non pensate anche voi?

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