Scimpanzé pittore che incantò Picasso: 220mila€ per i suoi quadri

Lo scimpanzè Congo ha conquistato maestri dell'arte mondiale come Picasso e Mirò ed oggi le sue opere vengono vendute ad una cifra record

Spesso sul web si leggono le gesta degli animali più disparati in veste di pittori: dal cane al topo al maiale, le “opere” realizzate da questi artisti a quattro zampe suscitano grande scalpore e spesso vengono anche vendute a caro prezzo. La storia che stiamo per raccontarvi però è del tutto diversa: quella di Congo, lo scimpanzè dell’etologo Desmond Morris, racconta di un primate così intelligente ed abile da riuscire a produrre vere opere d’arte, acquistate in passato da Pablo Picasso e Joan Mirò, oltre che dal marito della Regina Elisabetta, il Duca di Edimburgo.

Dal 3 dicembre altri 55 capolavori di Congo verranno esposti alla Mayor Gallery di Londra, dove potranno essere acquistati in blocco per 220mila euro: ogni opera ha un costo che varia dai 1700 ai 6900 euro. Morris, oggi 90enne, ha deciso di disfarsene: dopo la morte della moglie si è trasferito in Irlanda portando con sè solo un dipinto del suo scimpanzè, morto nel 1964 a causa di una tubercolosi.

Congo ha iniziato a dipingere nel 1958 e ha raggiunto la fama quando il suo padrone lo accompagnò nel programma “Zootime”: alcune delle sue opere sono state battute all’asta e vendute a circa 16.000 euro.

Morris ha raccontato di aver scelto casualmente Congo per dei test antropologici e di aver scoperto presto la sua incredibile abilità: quando disegnava un cerchio e poi lo colorava, racconta l’etologo, era così concentrato che si sarebbe arrabbiato moltissimo se fosse stato interrotto.

Morris parla delle opere dello scimpanzè con cognizione di causa: “Non bisogna sopravvalutare le sue opere perché sono modelli astratti e semplici. Vanno riconosciute, però, le variazioni tematiche nelle sue creazioni, nonostante il contesto controllato”. Nel giudicarle, ha spiegato, si esce dal contesto scientifico e si entra nel campo della storia dell’arte. Già Picasso e Mmirò, quando hanno voluto scambiare alcune loro opere con quelle di Congo, avevano osservato con attenzione lo scimpanzè al lavoro, mostrando di capire ed apprezzare il modo in cui posizionava le linee e “pensava il disegno”.

D’altronde già nel 1957 le prime opere di Congo sono state messe in vendita dall’Istituto di arte contemporanea, sollevando un gran polverone mediatico.

 

 

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