Scoperta rivoluzionaria del Cern: individuata la particella Xi

Il Cern di Ginevra ha annunciato di aver individuato la particella Xi: ecco perché si tratta di una scoperta straordinaria

Fonte: Cern

Il Cern ha annunciato in queste ore la scoperta della particella Xi. Un risultato rivoluzionario, che consentirà finalmente di scoprire cosa tiene unita la materia di cui è fatto il mondo. L’annuncio è arrivato a Venezia, nel corso della conferenza della Società Europea di Fisica, mentre lo studio, secondo quanto svelato, verrà presto pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters”.

La scoperta sarebbe avvenuta grazie all’utilizzo del Large Hadron Collider (Lhc), l’acceleratore più grande del mondo, tramite il rilevatore LHCb, controllato da Giovanni Passaleva dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano.

Gli studiosi hanno svelato che la particella Xi contiene al suo interno due quark pesanti. La sua massa è di oltre 3.600 Mev, circa quattro volte quella del protone. “Trovare una particella con due quark pesanti è di grande interesse – ha spiegato Passaleva – perché può fornire uno strumento unico per approfondire la cromodinamica quantistica, la teoria che descrive l’interazione forte, una delle quattro forze fondamentali. Queste particelle contribuiranno così a migliorare il potere predittivo delle nostre teorie”.

Come ha svelato il Cern, la materia che compone il nostro mondo è costituita solitamente da barioni, particelle formate da tre quark. I più famosi sono protoni e neutroni, ma le combinazioni sono infinite, visto che in natura esistono ben sei tipi di quark. L’unica particella che non era stata ancora individuata era appunto quella con un quark pesante.

“In contrasto con le altre particelle finora note – ha spiegato lo studioso Guy Wilkinson -, in cui i tre quark eseguono una elaborata danza l’uno attorno all’altro, ci aspettiamo che il barione con due quark pesanti agisca come un sistema planetario, dove i due quark pesanti giocano il ruolo di stelle che orbitano l’una attorno all’altra, mentre il quark più leggero orbita intorno a questo sistema binario”.

La scoperta, insomma, è rivoluzionaria, e apre le porte a nuovi studi e ricerche. A rendere ancora più straordinario l’annuncio il fatto che proprio qualche giorno fa il Cern aveva festeggiato il quinto anniversario della scoperta del bosone di Higgs.

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