Scoperte le prime antichissime stelle dell'Universo

Gli scienziati hanno scoperto nell'Universo le tracce delle prime stelle, nate 180 milioni di anni dopo il Big Bang

Quando sono nate le prime stelle e come si è evoluto l’Universo? La risposta arriva da uno studio compiuto dal Mit e dagli studiosi dell’Arizona State University che hanno scoperto le tracce antichissime delle prime stelle, comparse nello Spazio oltre 180 milioni di anni dopo l’ormai celebre Big Bang.

Si tratta in sostanza di residui di idrogeno gassoso primordiale, individuati tramite dei segnali radio. Nello studio pubblicato su “Nature”, l’astronomo Judd Bowman, a capo del team di esperti, ha illustrato la ricerca.

L’esperimento è stato svolto presso il Murchison Radioastronomy Observatory, in Australia, dove i ricercatori si sono serviti di Edges (Experiment to Detect Global Eor Signature), uno spettrometro radio.

Secondo le teorie più accreditate le prime stelle si sarebbero formate nell’Universo in un periodo denominato Epoch of Reionization, o EoR. Per gli astronomi queste sorgenti luminose avrebbero iniziato ad emettere radiazioni ultraviolette in grado di eccitare gli atomi di idrogeno, spingendoli ad assorbire oppure emettere radiazioni.

Infine si sarebbe verificato il red shift, che avrebbe fatto spostare le radiazioni su frequenze molto più basse. Queste ultime sono finite nel mirino degli studiosi, che tramite lo spettrometro hanno cercato di valutare i cambiamenti di potenza.

In questo modo gli studiosi sono riusciti a individuare le radiazioni emesse 180 milioni di anni dopo il Big Bang. “Abbiamo lavorato molto duramente negli ultimi due anni per confermare questi risultati – ha spiegato Bowman -. Ora che sappiamo che questo segnale esiste, abbiamo bisogno di portare rapidamente in linea nuovi radiotelescopi che saranno in grado di estrarre il segnale molto più profondamente”.

Ma c’è di più: i segnali registrati confermano che l’Universo primordiale era molto più freddo. Una condizione che ha consentito ai ricercatori di formulare molte ipotesi. Secondo Rennan Barkana dell’Università di Tel Aviv, ad esempio, ci sarebbe stata un’interazione con la materia oscura.

“Se l’idea di Barkana sarà confermata – ha svelato Bowman – allora abbiamo imparato qualcosa di nuovo e fondamentale sulla misteriosa materia oscura che costituisce l’85% della materia nell’Universo, fornendo il primo assaggio della fisica oltre il modello standard”.

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