Lo scopo del sonno? Dimenticare i ricordi. La scoperta

Una ricerca ha finalmente svelato il vero scopo del sonno. Ci aiuterebbe a dimenticare i ricordi inutili

Fonte: iStock Photos

Qual è lo scopo del sonno? Aiutarci a dimenticare i ricordi inutili. A svelarlo è una ricerca pubblicata sulla rivista “Science” e realizzata da un team di ricercatori dell’Università del Wisconsin e dell’Università Politecnica delle Marche.

Per la prima volta lo studio ha tentato di svelare quale sia la vera funzione del sonno e come questa attività influisca sul processo di apprendimento degli individui. “L’interazione con l’ambiente durante la veglia determina un progressivo potenziamento delle sinapsi – ha spiegato Michele Bellesi -, perché apprendiamo continuamente cose nuove anche senza accorgercene, mentre il sonno al contrario serve a depotenziarle, per farle tornare a livelli energeticamente più sostenibili e per permetterci di imparare ancora nuove cose il giorno successivo. Grazie a questo studio, siamo riusciti per la prima volta ad ottenere la prova visiva di questo fenomeno”.

Durante la ricerca gli studiosi hanno misurato e ricostruito oltre 7mila sinapsi che erano state prelevate dalla corteccia sensoriale e motoria di alcuni topi, prima del riposo e dopo. Utilizzando un potente microscopio elettronico 3D, hanno costruito “il più grande database di sinapsi al mondo”.

Il lavoro è durato ben quattro anni ed è stato lungo e meticoloso, ma ha portato ad ottimi risultati: “Abbiamo verificato  – ha spiegato il ricercatore – che otto sinapsi su dieci (soprattutto quelle piccole e medie) si rimpiccioliscono in modo proporzionale alle loro dimensioni, mentre quelle più grandi, che conservano le informazioni più importanti, rimangono stabili”.

La ricerca sul sonno però non si ferma qui. Partendo dai risultati ottenuti infatti il team di studiosi intende indagare altri aspetti del sonno, in particolare gli effetti provocati dalla carenza di sonno e dall’alterazione del ritmo sonno-veglia, che spesso si verifica nella vita moderna.

I due gruppi, quello americano e quello italiano, continueranno a collaborare e Bellesi, dell’Università Politecnica delle Marche, esaminerà le cellule gliali, che hanno una funzione di sostegno e nutritiva dei neuroni.

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