La scuola galleggiante che si adatta all'identità del luogo

In Nigeria è stata ideata la prima scuola galleggiante che si adatta all’identità del luogo e regala sorrisi ai bambini sfortunati

Fonte: Twitter

In Nigeria, nel piccolo villaggio di Makoko, si trova una scuola davvero speciale. Si tratta di una struttura galleggiante completamente green che si adatta all’identità del luogo. A realizzarla il team di architetti Nlé guidati da Kunlé Adeyemi che ha pensato di utilizzare per la scuola l’acqua anziché il suolo. La Makoko Floating School è nata per far fronte ad uno dei più grandi problemi dell’Africa: l’assenza pressoché totale di infrastrutture, i cambiamenti climatici e la costruzione incontrollata.

L’originale scuola galleggiante è stata realizzata per i bambini di Makoko, una piccola città che si affaccia su una grande laguna e fa parte di un grande progetto denominato “African Water Cities“, presentato anche all’ultima Biennale di Venezia. Nota con il nome di Venezia nera, da tempo Makoko combatte contro il problema dell’urbanizzazione incontrollata. Metà degli edifici si trovano sulla terra, l’altra metà sull’acqua, gli spostamenti si svolgono in canoa e lo spazio per costruire ormai non c’è più. Per questo gli architetti hanno scelto di realizzare una scuola galleggiante, creando un servizio scolastico che si adatta alle esigenze del luogo e che riesce ad offrire tutto ciò di cui i bambini necessitano.

Dopo aver vinto il Leone d’argento alla quindicesima edizione della Mostra Internazionale di Architettura, il 7 giugno scorso la scuola è crollata a causa delle forti piogge che hanno colpito Makoko. L’architetto Adeyemi in un comunicato ha spiegato che non ci sono state vittime fortunatamente e che si impegnerà per ricostruire la struttura: “La scuola ha reso un impareggiabile servizio alla comunità. Attualmente i ragazzi frequentato la scuola principale a Yaba” ha spiegato “La NLE’e la Makoko Waterfront community, insieme ad altri eventuali potenziali investitori, sono intenzionati a ricostruire la scuola, apportando delle migliorie, secondo il secondo prototipo che attualmente si trova alla Biennale di Venezia”.

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