Se hai uno di questi tatuaggi, te ne pentirai entro 10 anni

Ci sono tatuaggi destinati a passare di moda e diventare fonte di imbarazzo. Ecco quali

12 Novembre 2021
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Un tatuaggio è un po’ come un diamante: è per sempre. Già, perché farsi incidere qualcosa sulla pelle non dovrebbe essere un capriccio che muta dopo qualche ora. Scritte, simboli, disegni sul proprio corpo poi restano per tutta la vita (ok è vero esistono anche le tecniche di rimozione, ma vuol dire spendere altri soldi).

È importante quindi pensare bene a quel che ci si vuol fare tatuare, tenendo presente che alcuni tatuaggi rispondono solo a mode momentanee, e quindi nel giro di qualche anno ci si potrebbe pentire di quel che ci si è fatto incidere sull’epidermide.

Il sito Vice.com ha girato la domanda ad alcuni tatuatori, per capire quali tatuaggi e quali stili potrebbero presto diventare fonte di imbarazzo per chi li “indossa”. Fermo restando che se si è certi di volersi far tatuare un determinato simbolo o una scritta allora dovrebbe prevalere la volontà di assecondare la propria convinzione.

C’è ad esempio chi, tra i professionisti del settore, dice di no a tatuaggi minuscoli e con un sacco di dettagli o linee sottili. La spiegazione è che a lungo andare non saranno belli, perché inevitabilmente l’inchiostro si espanderà. Molti sembrano attratti dall’inchiostro rosso, ma pare passerà presto di moda. Meglio allora optare per il classico e intramontabile nero.

Tra gli stili, il blackwork potrebbe avere qualche limite, mentre quelli tradizionali sono come i jeans: vanno sempre bene.

Importante anche capire se si sposano gli ideali delle scritte che ci si fa tatuare: quanti di quelli che si fanno scrivere ACAB (l’acronimo di All cops are bastards, ovvero “tutti i poliziotti sono bastardi”) si preoccupano davvero della classe lavoratrice, delle comunità nere, di colore e queer che sono colpite più duramente dalla violenza istituzionale?

Destinati a non essere più cool, poi, sembra siano anche i tatuaggi in faccia. Con buona pace dei genitori che faticano ad accettare questi colpi di testa dei figli.

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