Se il tuo medico è donna, guarisci prima #lodicelascienza

Le dottoresse sarebbero ascoltatrici migliori, cosa essenziale per la guarigione dei pazienti: eppure, se ne trovano poche ai posti di comando

Non è unon slogan femminista, nè una fantasia, ma un dato supportato da ricerche scientifiche: nonostante ci siano poche donne in posizioni apicali nel campo delle medicina, chi è seguito da un medico donna ha più probabilità di guarire e meno di morire rispetto a chi è seguito da un uomo.

Perchè? A quanto pare la donna è una ascoltatrice migliore e dedica al paziente attenzione alla sua patologia, sia dal punto di vista fisico che emotivo. Uno studio dell’Harvard Medical School di Boston, pubblicato sul Journal of American Medical Association e sul Jama Internal Medical, lo conferma: secondo unaricerca condotta su un campione di 1.583.028 pazienti over 65, nel gruppo seguito da dottoresse la mortalità è scesa del 4% e la recidiva di infezioni e polmoniti del 5%.

Questo riconoscimento sul campo non porta però a cambiamenti nello stato delle cose: in Italia aumenta il numero delle donne medico (dal 2009 al 2014 sono aumentate di 2.242 unità passando da 41.896 a 44.138), ma diminuiscono quelle in ruoli di comando. Secondo un’analisi della Cgil Medici, le donne primario sono solo il 15% rispetto ai colleghi uomini.

Le disparità in settori tipicamente di appannaggio maschile sono ancora difficili da abbattere: sarebbe invece più saggio utilizzare le differenze fra i sessi per raggiungere meglio lo stesso obiettivo, cioè la guarigione dei pazienti.

 

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