Sei triste? Guarda Titanic e ti sentirai meglio

Una ricerca statunitense ha indagato il legame tra film drammatici e felicità: se siamo tristi, fa bene vedere pellicole strappalacrime, ecco perché

14 Aprile 2020
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Sembra un vero e proprio controsenso, eppure fate caso a una cosa: quando vi sentite col morale a terra e vi capita di guardare un film strappalacrime, uno di quei drammi alla “Titanic, subito dopo vi sentirete meglio.

Certamente piangerete lacrime amare, vi sentirete svuotati per il modo in cui vi rispecchierete nei protagonisti, penserete a come Jack si sarebbe potuto salvare insieme a Rose e vivere per sempre felici e contenti. Dopo questo momento di catarsi, però, vi ritroverete a pensare che voi siete certamente più fortunati dell’affascinante squattrinato che, per un colpo vincente a carte, è salito sulla nave da crociera più maestosa degli inizi del 1900 e ha incontrato l’amore della sua vita sfidando convenzioni sociali e fidanzati gelosi per poi perderlo definitivamente tra i ghiacci dell’Oceano Atlantico.

È proprio questo tipo di reazione mentale, in effetti, che ci aiuta a ritrovare il sorriso dopo aver visto un film triste: a dirlo sono stati i ricercatori dell’Università dell’Ohio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Communication Research.

L’autrice principale dello studio che ha coinvolto 361 studenti è Silvia Knobloch-Westerwick, la quale ha spiegato che dopo la proiezione di “Espiazione” – pellicola del 2007 con  James McAvoy e Keira Knightley (con una giovanissima Saoirse Ronan) tratta dal romanzo di Ian McEwan, i partecipanti si sono detti più soddisfatti della propria vita e delle relazioni sociali e sentimentali che avevano.

Anche “Titanic”, che in effetti non racconta di una tranquilla crociera verso l’America, ma di una immane tragedia, ha lo stesso effetto sulla nostra anima… D’altronde, ben prima della ricerca statunitense, fu Aristotele ad affermare che che le tragedie hanno la capacità di purificare lo spirito.

Soffrire attraverso gli occhi del protagonista di un dramma ci rende dunque maggiormente sensibili a ciò che di bello c’è intorno a noi, alle piccole cose, alla felicità di tutti i giorni… Chi di voi, guardando la misera fine che fa Leonardo Di Caprio, non ha mai pensato di essere decisamente più fortunato?

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