si dimette top manager Dentsu dopo il suicido di una dipendente

Una giovane si è tolta la vita dopo straordinari massacranti per il superlavoro

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Roma, 29 dic. (askanews) – Il numero uno del gigante della pubblicità giapponese Dentsu ha annunciato che si dimetterà in seguito allo scandalo che sta investendo la compagnia dopo il suicidio di una giovane dipendente un anno fa costretta a svolgere straordinari per oltre 100 ore al mese.

La vicenda ha colpito molto l’opinione pubblica nipponica, che considera le morti da superlavoro (“karoshi”) un grave problema sociale. La vicenda ha spinto anche il governo di Tokyo a modificare le norme sulla pubblicazione dei nomi delle aziende che spingono i dipendenti a eccessivi carichi di lavoro.

Tadashi Ishii, l’amministratore delegato, ha annunciato che presenterà le sue dimissioni al consiglio d’amministrazione che si terrà a gennaio. “Sono profondamente mortificato di non aver impedito il superlavoro della giovane nuova assunta. Presento le mie più sincere scuse”, ha detto il manager in conferenza stampa. “Non avrei dovuto mai consentire – ha continuato – che una cosa del genere accadesse”.

Il giorno di Natale dello scorso anno Matsuri Takahashi, una giovane dipendente 24enne, si suicidò lanciandosi dal terrazzo del dormitorio aziendale. A settembre di quest’anno i tribunali hanno riconosciuto il caso di “karoshi”. Da allora è iniziata la pressione su Dentsu, sottoposta a indagine giudiziaria, ed è emerso che già negli anni ’90 l’azienda era finita nel mirino delle autorità.

Inoltre, l’indagine degli ispettori del lavoro ha stabilito che i super-straordinari erano una precisa richiesta dell’azienda. E, anche dopo che il caso è esploso, secondo quanto raccontano i media nipponici, i dipendenti hanno continuato a portare il lavoro a casa, pur non facendo formalmente straordinari eccessivi.

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