Si può davvero essere allergici al wifi?

L’allergia ad onde elettromagnetiche emesse dal wifi non è una condizione medica riconosciuta. Tuttavia, alcune persone hanno accusato sintomi

Fonte: Graphicstock

Il wifi ormai fa parte del nostro quotidiano: lo troviamo sul posto di lavoro, nelle scuole, nelle università, quasi sempre nelle case e in un numero sempre crescente di locali, ristoranti, aeroporti e luoghi di sosta. Alla maggior parte di noi non potrebbe mai sfiorare il pensiero che quella piccola scatola che ci permette di connetterci in un secondo con il resto del mondo possa causare reazioni collaterali.
Eppure, recentemente, una donna ha abbandonato il proprio lavoro e si è trasferita in un capanno, affermando di essere allergica al wifi. Così, un gruppo di ricercatori si è impegnato in uno studio per capire se l’ipersensibilità elettromagnetica fosse reale e il wifi potesse davvero causare gravi sintomi in determinate persone.

Onde elettromagnetiche ed EHS

Le onde elettromagnetiche non sono utilizzate soltanto dal wifi, bensì dalla maggior parte degli apparecchi che permettono la trasmissione di informazioni, suoni e immagini, quali radio e televisione. Le onde del wifi si distinguono dalle altre poiché, operando a frequenze più alte, presentano una maggiore intensità. Ci sono stati casi di manifesta ipersensibilità a queste onde elettromagnetiche (EHS).
Rachel Hinks, per esempio, ha iniziato ad accusare reazioni negative alle onde emesse dal wifi. Racconta che era scossa da violenti brividi, manifestava eruzioni cutanee brucianti e soffriva di frequenti emicranie. Anche Kim De’Atta soffriva di ipersensibilità alle onde elettromagnetiche, e quest’allergia l’ha segregata in casa. L’adolescente Jenna Fry, quindici anni, è giunta persino a impiccarsi dopo aver sperimentato questi sintomi per lei inspiegabili che l’hanno resa mentalmente instabile.

Come curare la EHS

Comunque, i sintomi sono tra i più disparati: violenti mal di testa, sensazioni di bruciore, disturbi del sonno, tremiti violenti e disorientamento sono solo i principali. Non ci sono al momento cure al disturbo di ipersensibilità alle onde elettromagnetiche, anche perché gli esperti non ritengono che esso esista realmente.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha, infatti, affermato che non ci sono ancora prove scientifiche sufficienti per collegare questi sintomi all’esposizione ad onde elettromagnetiche. Anche nel Regno Unito, l’ipersensibilità a questi campi non è classificata come condizione medica. L’unico rimedio per chi crede di soffrire di EHS è dunque evitare l’esposizione a campi elettromagnetici: bisogna rimuovere la rete wifi dalla propria abitazione, anche se tenersi lontano da fonti elettromagnetiche nella vita di tutti i giorni è piuttosto problematico.

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