Sono un hacker e così proteggo la mia famiglia dagli altri hacker

La grande storia di un padre che ha deciso di proteggere tutta la famiglia da eventuali attacchi di hacker specializzati in grado di invadere la loro vita privata

Fonte: flickr

Proteggere la famiglia oggi è una cosa complicatissima, soprattutto per un padre premuroso che cerca di difendere i propri affetti più cari in un’epoca in cui la tecnologia attacca fortemente identità e privacy. Quando si pensa agli hacker gli si associa a qualcosa di pericoloso, di cattivo, persone con una conoscenza informatica tale da attaccare duramente ogni computer, ogni memoria o sistema esistente, anche appunto quello della propria famiglia. Foto, intimità, ricordi o semplici informazioni in un attimo possono essere copiate e clonate, messe a disposizione di chiunque, e nel peggior dei casi pubblicate online in rete e diffuse praticamente ovunque.

Negli ultimi anni la presenza di bulli della rete, di veri e propri criminali e ladri di identità ha portato alla nascita di una nuova tendenza, la tecnofobia. Con questo termine si intende una paura intensa ma anche irrazionale, da parte soprattutto di genitori di giovani ragazzi e adolescenti, verso tutto quello che appartiene al mondo delle nuove tecnologie, quindi nuovi dispositivi, computer e soprattutto i tanto temuti social network. Questa è la storia di Chris Hadnagy, un ingegnere americano che ha deciso di impegnarsi e proteggere la famiglia dagli hacker. Molto preoccupato per aver pubblicato foto e ricordi intimi di alcuni episodi della sua vita familiare ha deciso di attuare dei meccanismi di autodifesa in tutti i dispositivi presenti in casa e non solo.

Vulnerabile e preoccupato ha osservato con attenzione tutto il materiale della sua famiglia presente in rete e nei computer. Ha subito cercato di resettare la memoria lasciando solo dati e informazioni poco importanti. Ma non è tutto, l’esperienza di questo genitore in apparenza molto apprensivo dovrebbe far riflettere e non poco. Ad esempio, pubblicare inconsciamente con entusiasmo la partenza dell’intera famiglia e dichiarare apertamente, magari di star via da casa per dieci giorni a Parigi, potrebbe rivelarsi un invito esplicito diretto a ladri e malviventi. Infatti, hackerando e seguendo i vostri profili social possono intrufolarsi nella vostra vita virtuale e sapervi lontani. Nel giro di pochi istanti gli hacker più esperti riuscirebbero a localizzarvi e sapendovi lontani, deruberebbero la vostra abitazione. Come riuscire a proteggersi da tutto questo? Il signor Hadnagy ci sta provando, controllando attentamente che i dispositivi di allarme legati alla privacy siano sempre attivi e ben configurati.

Una soluzione che appare abbastanza efficace è legata alla connessione internet della rete wifi di casa. Molto spesso non si attribuisce tanta importanza alla password WPA2 di accesso, ci si fida dei vicini e si trascura questo aspetto. Cambiarla con una certa frequenza invece risulta indispensabile per una maggiore sicurezza e protezione dei dispositivi e dei dati. Ma non è tutto, il segreto è scegliere di avere delle password create appositamente con un sistema di sicurezza. Gli hacker più esperti non temono data di nascita o il nome del tanto amato animale domestico, piuttosto cercate di inserire cifre alfanumeriche o piccole combinazioni incomprensibili di segni e numeri.

Di sicuro, così facendo, sarà un po’ più complicato per loro scoprire la vostra password ed entrare nel vostro mondo. La vostra privacy e le vostre identità saranno protette e al sicuro. Potreste però avere seri problemi a ricordarle e memorizzarle tutte, soprattutto se molto elaborate e complesse. È per questo che il signor Hadnagy vi invita ad utilizzare le applicazioni di gestione e controllo delle password, ce ne sono davvero tante e per tutte le esigenze. Il nemico numero uno resta comunque il bluetooth. In apparenza innocuo, viene utilizzato per uno scambio diretto tra dispositivi vicini che instaurano una connessione tra di loro. Un hacker può entrare in questo collegamento e copiare tutto quello che viene trasferito e trasmesso o addirittura accedere al microfono del telefono e ascoltare l’intera conversazione. Questo avviene ovunque, a lavoro, in un bar, in palestra e in qualsiasi momento. Se dimenticate il vostro bluetooth aperto correte il rischio di essere sottoposti ad un duro attacco. È uno dei meccanismi più semplici con cui un hacker può colpirvi.

Per proteggere la famiglia, l’ingegnere Chris Hadnagy ha deciso di studiare e conoscere tutti i sistemi e i meccanismi con cui normalmente gli hacker decidono di colpire i dispositivi personali. In America, ci sono tantissimi tutorial in rete molto semplici da seguire e che spiegano passo dopo passo come fare per intrufolarsi nella memoria di un personal computer o in una connessione domestica. Prevenire questi attacchi oggi diventa quasi indispensabile. Per fortuna però, sono tanti anche i video che spiegano come difendersi da questi attacchi, quali siano le migliori applicazioni di protezione da installare e come comportarsi in caso di invasione esterna nei propri sistemi da parte di un hacker. Sono molteplici le soluzioni e gli accorgimenti che bisognerebbe avere, Google dorking ad esempio è in grado di fornire specifiche informazioni su siti interi che vengono aggiornati costantemente per aiutare a proteggere la tua navigazione.

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