Stanno sperimentando un vaccino nasale contro l'Alzheimer

Dopo 20 anni di ricerca è stato testato negli Stati Uniti. Ecco come funziona

30 Novembre 2021
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Fonte: 123rf

In quest’anno in cui si è parlato ampiamente di vaccini arriva una notizia che riguarda un altro vaccino. Non per il Covid, ma per un’altra malattia che purtroppo c’era prima e continuerà a esistere anche dopo il Coronavirus. Stiamo parlando dell’Alzheimer, un morbo che colpisce molte persone con importanti ripercussioni anche sui familiari dei malati.

Ebbene, negli Stati Uniti, al Brigham and Women’s Hospital di Boston per la precisazione, è sato testato un vaccino nasale per il morbo di Alzheimer. Un vaccino che, come riporta il sito Ilmessaggero.it, sarebbe in grado di prevenire e rallentare la progressione della malattia.

Ma come funziona questo vaccino, visto che molte persone quando si parla di vaccini sono sempre piuttosto scettiche? Questo di cui vi stiamo parlando funziona stimolando il sistema immunitario e attivando i globuli bianchi nei linfonodi. Le cellule stimolate viaggiano quindi nel flusso sanguigno e a quanto pare dovrebbero dare una mano ad eliminare le placche di proteina beta-amiloide nel cervello, quelle che sviluppano proprio i malati di Alzheimer, comprimono i neuroni e alla fine li distruggono. Il vaccino non è un’invenzione dell’ultimo minuto, ma è il frutto di una ricerca di ben 20 anni. Un lavoro portato avanti con serietà e impegno da parte degli studiosi, desiderosi di cercare un modo per arginare i danni provocati dall’Alzheimer.

Il vaccino si basa su un adiuvante proteico derivato dai batteri e che è già stato “usato in modo sicuro negli esseri umani come adiuvante per altri vaccini”, ha fatto sapere il team di scienziati.

Come si svolgerà la sperimentazione? 16 partecipanti di età compresa tra i 60 e gli 85 anni con malattia di Alzheimer sintomatica precoce riceveranno due dosi del vaccino nasale a una settimana di distanza. L’obiettivo principale di questo studio di fase I sarà quello di determinare la sicurezza e la tollerabilità del vaccino.

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