La storia di Chelsea Manning, talpa WikiLeaks graziata da Obama

Chelsea Manning, nota talpa di WikiLeaks, ha ottenuto la grazia da Obama dopo due tentativi di suicidio per ottenere il cambio di sesso

Chelsea Manning, la talpa di WikiLeaks, condannata a 35 anni di carcere, ha ricevuto la grazia da Barack Obama. Chelsea, vero nome Bradley, aveva commosso tutto il mondo con la sua storia. Analista dell’intelligence militare, nel 2010 aveva fornito a Julian Assange migliaia di documenti top secret, svelando segreti militari e diplomatici che avevano messo in imbarazzo la CIA e la Casa Bianca.

All’epoca Manning era un uomo, nel 2013 aveva però svelato di aver scoperto di sentirsi una donna e aveva scelto di cambiare il suo nome in Chelsea. Nonostante ciò era stato rinchiuso nel carcere maschile di Fort Leavenworth, in Kansas. Nel 2016 aveva tentato per due volte il suicidio e si era sottoposto allo sciopero della fame per ottenere la copertura finanziaria che gli avrebbe consentito di operare il cambio di sesso. “Non chiedo la grazia – aveva spiegato rivolgendosi ad Obama – solo di essere rilasciata dalla prigione dopo aver scontato sei anni in isolamento. Non intendo danneggiare gli interessi degli Stati Uniti o di alcun militare”.

Molte persone si erano mosse per aiutare Chelsea Manning durante i suoi sette anni in carcere. Oltre 100mila persone avevano firmato una petizione in cui chiedevano una commutazione di pena, mentre il leader di WikiLeaks, Julian Assange, aveva garantito che si sarebbe fatto estradare negli Stati Uniti in cambio della grazia per Chelsea. Persino Edward Snowden, dalla Russia, dove si rifugia, aveva lanciato un appello ad Obama: “Signor Presidente – aveva scritto sui social – se può concedere un atto di clemenza prima di lasciare la Casa Bianca, per favore liberi Chelsea Manning. Solo lei può salvare la sua vita”.

In queste ore Chelsea Manning ha finalmente ricevuto la grazia e lascerà il carcere il prossimo 17 maggio, anziché nel 2045. Era il 2009 quando Bradley venne inviato in Iraq. Qui copiò e passò a WikiLeaks alcuni documenti riguardanti le attività dell’esercito USA in quel paese e in Afghanistan, svelando gli abusi commessi sui prigionieri iracheni. I file trafugati da Chelsea consentirono di svelare anche le vere stime dei civili uccisi in guerra (diverse da quelle ufficiali), le centinaia di detenuti senza processo e di rivelare il vero motivo della morte di alcuni giornalisti, uccisi in realtà dall’attacco di un elicottero americano a Bagdad.

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