Terremoto: Briatore si scaglia contro Zuckerberg

"E' una persona che vale 60 miliardi di euro, perché non fare uno sforzo di 500 mila euro e donarli in modo normale?", si domanda l'ex team principal della Renault in Formula 1

Fonte: Getty Images

“Saranno la Protezione Civile e i Sindaci a dirci come e dove possiamo contribuire per dare un po’ di sollievo e un po' di felicità a queste persone che hanno perso tutto”. Queste le parole di Flavio Briatore, in collegamento in diretta con lo studio di Mattino 5, in merito alla sua donazione di 500 mila euro a favore delle popolazioni terremotate. 

L’imprenditore spiega: “Io credo che sia normale che chi ha la possibilità dia una mano a questa gente, specialmente ai bambini. Ma bisogna dare una mano con un progetto che deve essere però qualcosa di vero, di specifico”.

Briatore in passato aveva raccolto fondi per aiutare un'altra popolazione colpita dal terremoto: “Già con il terremoto dell'Umbria, insieme con alcuni piloti di Formula1, avevamo raccolto una cifra importante, mi sembra attorno ai 150 milioni di lire. Una volta consegnati i soldi non abbiamo più saputo nulla. Ora c’è molta confusione: sicuramente ci saranno molti aiuti che arrivano, coordinare tutto non sarà facile e ci saranno anche molti sprechi, perché succede sempre così. Noi aspettiamo che ci dicano di che cosa hanno bisogno in modo urgente: investiremo su un progetto tangibile”.

Interrogato in merito a quanto fatto da Mark Zuckerberg, che ha donato 500mila euro alla Croce Rossa Italiana sotto forma di crediti per annunci pubblicitari su Facebook, Briatore ha dichiarato: “Io penso che sia una gran cretinata: questa gente non ha bisogno di pubblicità ma di cose vere. Non puoi fare cambio merce quando ci sono questi drammi. Stupisce anche che la Croce Rossa sia stata entusiasta di questo versamento. Non riesco a capire come possano trasformare in cose vere un credito pubblicitario sulle piattaforme di Zuckerberg. Lui è una persona che vale 60 miliardi di euro, perché non fare uno sforzo di 500 mila euro e donarli in modo normale come vogliamo fare noi?”.

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