Tutto su "The Rain", la serie Netflix rivale di "The Walking Dead

Il 4 maggio arriva “The Rain” su Netflix, la serie danese ambientata nel post Apocalisse

Un po’ “The Walking Dead”, un po’ “The Mist”, un po’ “The 100”: questa è “The Rain”, la nuova serie prodotta da Netflix.

Visto l’enorme successo de “La casa di carta”, Netflix ci riprova e continua a mandare avanti le produzioni locali. Dopo la Spagna, l’Italia e la Germania, adesso è la volta della Danimarca, paese che ha dato i natali a “The Rain”, show post apocalittico che ha tutti gli elementi per competere con il colosso del genere survivor: il mitico “The Walking Dead”. In “The Rain” non ci sono né gli zombie, né strane creature che attentano alla vita dell’uomo. Cosa lo accomuna allora alla serie di Frank Darabont e Robert Kirkman? Come in “The Walking Dead”, i protagonisti di “The Rain” vagano in pianeta distrutto e reso inabitabile da un virus del quale s’ignora la provenienza. Tra mille insidie e pericoli, un gruppo di ragazzi vaga per il mondo in cerca di una soluzione al caos che ormai regna sulla terra. Ma andiamo a vedere la trama più nello specifico.

In “The Rain” una pioggia misteriosa ha portato un virus sulla terra che ha infettato gran parte dei suoi abitanti. Molti sono scomparsi, altri – coloro che sono sopravvissuti ma hanno assunto l’agente patogeno – stanno contagiando il resto della popolazione mondiale. Quando la pioggia ha iniziato a cadere, due gemelli sono stati nascosti dal padre in un bunker sotto terra. Uscito per controllare la situazione, l’uomo non ha mai più fatto ritorno, lasciando i fratelli a cavarsela da soli. Dopo sei anni d’isolamento, Simone e Rasmus – questo il nome dei gemelli – decidono di uscire dal bunker e vagare per il mondo esterno. In questo viaggio conosceranno altri sopravvissuti che li accompagneranno nella loro missione.

“The Rain” sarà disponibile su Netflix a partire dal 4 maggio. La serie è stata prodotta da Jannik Tai Mosholt, Esben Toft e Christian Potalivo. Sia gli autori sia gli attori sono di nazionalità danese. Finora sono circa 35mila le persone coinvolte nelle produzioni locali di Netflix: ci si aspetta – nei prossimi mesi – un totale di 100 titoli, con il coinvolgimento di paesi come l’Africa e il Medio Oriente.

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