Torino, studente crea mercato nero delle merendine e viene sospeso

Un 17enne è stato sospeso dopo aver creato nella sua scuola un mercato nero delle merendine

Fonte: Facebook

Uno studente torinese è stato sospeso dopo aver creato un mercato nero delle merendine nella sua scuola. Accade nell’Itis Pininfarina di Moncalieri, dove un 17enne ha mostrato un ottimo fiuto per gli affari. Il ragazzo acquistava merendine al supermercato che poi rivendeva ai suoi compagni proponendo un prezzo più basso rispetto al bar della scuola. Il mercato è diventato decisamente florido e i professori si sono presto accorti di cosa stesse accadendo.

Lo studente è stato quindi sospeso per dieci giorni ed è stato poi bocciato. Tornato nuovamente a scuola però il 17enne non ha abbandonato i suoi traffici e ha ripreso a smerciare le merendine. Poco dopo però è stato nuovamente beccato dai professori, che ora dovranno punirlo, con l’aggravante della recidiva.

I compagni di scuola hanno raccontato che il ragazzo, da vero imprenditore, scovava le merendine ai prezzi più bassi nei supermercati per massimizzare i suoi profitti e sondava spesso i gusti degli altri studenti, per capire cosa desiderassero di più. “Questo è un problema di legalità – ha spiegato Stefano Fava, il preside del Pininfarina -. La scuola, insieme al sapere, alle conoscenze, alle abilità, deve anche insegnare a questi ragazzi a essere cittadini e dunque a rispettare le leggi”.

Oltre alla legalità, secondo il dirigente, il problema sarebbe legato anche alla sicurezza alimentare: “Non vogliamo inibire la sua vena imprenditoriale – ha detto il dirigente – ma dobbiamo pensare al benessere e alla salute dei nostri studenti. Non sappiamo da dove provenissero quelle merendine, né se fossero scadute o mal conservate. E se i nostri allievi fossero stati male? A me le famiglie consegnano ragazzi sani e si aspettano che glieli restituisca tali”.

“Lo avevamo già avvisato, abbiamo anche parlato con la famiglia – ha ribadito il preside dell’istituto – quel tipo di attività, oltre a non essere legale, poteva anche causare problemi di sicurezza alimentare. Evidentemente, però, il ragazzo non si è ancora reso conto che il suo comportamento non va bene”.

Di fatto il giovane era riuscito a fare concorrenza al bar della scuola. Colpa dei prezzi troppo alti? Secondo il dirigente no. “Due anni fa abbiamo messo a gara il servizio – ha detto – e il prezzo degli alimenti è rimasto bloccato a quello di sei anni fa. Non ci sono stati rincari. Anzi, da noi con quattro euro si mangia un pasto: mi sembra una buona tariffa, se paragonata ad esempio al costo di un pranzo nelle mense scolastiche di Torino”.

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