Tragedia Costa Concordia: che fine ha fatto Francesco Schettino?

A cinque anni dalla tragedia della Costa Concordia, Francesco Schettino sta aspettando la sentenza definitiva della Cassazione lontano dai riflettori.

Che fine ha fatto Francesco Schettino? Da qualche tempo non si hanno notizie del comandante considerato – finora in due processi – responsabile del naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 21.45 del 13 gennaio di cinque anni fa nei pressi di Le Scole, sull’Isola del Giglio e costato la vita a 32 persone.

Accusato di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono di nave in pericolo, nel febbraio 2015 Schettino è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Grosseto a 16 anni e un mese di carcere e pochi mesi fa, a maggio, la Corte d’Appello di Firenze ha confermato la sentenza.

Il prossimo 20 aprile, invece, la V Sezione della Cassazione dovrà esprimersi sui ricorsi dell’accusa e dell’imputato. La prima continua a chiedere 27 anni per il comandante per l’aggravante della colpa cosciente e l’errato conteggio dei singoli reati, mentre Schettino si appella ai motivi, secondo il quale la corte di appello non lo giudicò col ‘giudice naturale’ e sottovalutò illegittimamente gli errori di ufficiali e timoniere.

Nel frattempo, come detto, negli ultimi mesi si sono perse le tracce del Comandante. Dopo la sentenza della Corte d’Appello Schettino aveva dichiarato ‘essere morto la notte del naufragio’ e negli ultimi tempi le sue apparizioni in pubblico si sono fatte pressoché nulle. Stando ad indiscrezioni, si sarebbe ritirato in famiglia, limitandosi solo a qualche passeggiata nelle vicinanze della sua casa di Meta di Sorrento, dove deve rispettare l’obbligo di dimora.

Almeno fino alle prossime dichiarazioni, magari a margine del processo di Cassazione, ci si potrà quindi affidare solo al suo libro, ‘Le verità sommerse’, pubblicato nel giugno 2015, nel quale il comandante racconta 30 anni della sua vita sul mare, con le proprie esperienze professionali e i suoi ricordi prima e dopo la tragica notte del 13 gennaio 2012.

Ricordiamo, invece, che il relitto della Costa Concordia è stato rimosso dalle acque dell’Isola del Giglio nel luglio del 2014, prima con una delicata operazione di rigalleggiamento e raddrizzamento (il cosiddetto ‘parbuckling’), per poi essere trascinata fino al Porto di Genova.

Nelle acque dinnanzi il capoluogo ligure sono ancora in atto le fasi conclusive dello smantellamento, che permetterà complessivamente di recuperare l’82% del materiale della più grande nave da crociera del gruppo Costa, un colosso lungo 298 metri, largo 36 e con una stazza di 114mila tonnellate.

Francesco Schettino

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