Traveste gli studenti da sedili per studiare l'auto senza pilota

Ecco a voi l'esperimento sulle macchine driverless che fa uso di conducenti travestiti da sedili per controllare il comportamento dei pedoni

Fonte: Pixabay

Le automobili driverless sembra siano il futuro del trasporto privato. Macchine che ci conducono verso la destinazione che desideriamo senza chiederci altro che fissare il punto d’arrivo e la velocità media del viaggio. A quanto pare, questa tecnologia ridurrebbe a zero il rischio d’errore umano che è la causa più frequente degli incidenti automobilistici.

Vetture intelligenti per viaggi in auto molto più sicuri. Esistono tuttavia ancora molte resistenze su questa possibilità. Per prima cosa, le tecnologia driverless deve essere messa appunto in tutti dettagli prima di essere implementata nel mondo reale. Ciò potrebbe richiedere un momento di transizione con vetture a guida ibrida potenzialmente molto pericoloso. In secondo luogo, bisogna capire come reagiscono i pedoni (e gli esseri umani in generale) alle azioni delle auto driverless.

Reazioni umane ad azioni artificiali

Proprio per scoprire come si comportano i pedoni di fronte a un’auto senza guidatore, nasce l’esperimento condotto da Don Norman (direttore del Design Lab della University of California di San Diego) e Wendy Ju (docente in interazione uomo-computer a Stanford). I ricercatori del team sono stati travestiti da sedili e hanno guidato per le strade di San Diego registrando le reazioni dei passanti di fronte all’eventualità di agire in una circostanza in cui fosse presente una vettura driverless.

Di fronte ad un’auto (apparentemente) senza conducente che sosta nei pressi delle strisce pedonali, i pedoni si sono spesso dimostrati diffidenti, preferendo passare dietro alla vettura piuttosto che sulle strisce. Tuttavia, in linea generale, in molti sembrano non far nemmeno caso del fatto che l’auto non abbia un guidatore e anche quando ciò avviene, quasi tutti si comportano seguendo le norme stradali.

Vetture driverless e pericolo

Le auto che fanno a meno del conducente dovrebbero essere, tutto considerato, più sicure delle auto in cui l’essere umano si trova alla guida. Ciò non significa che il rischio di incidenti sarà pari a zero, ma piuttosto che è possibile prevedere che ce ne saranno meno rispetto a ora.

Secondo i ricercatori, il periodo di maggior pericolo sarà invece quello di transizione su automobili a guida ibrida: vetture su cui il guidatore può intervenire in caso di necessità. Secondo la stessa Ju, il cervello umano che per molto tempo rimane inattivo rispetto a un’azione (o non concentrato su una certa azione specifica come la guida), non riesce a reagire immediatamente e a focalizzarsi con rapidità su quella stessa azione. Dunque, l’intervento umano di tanto in tanto provocherebbe più incidenti.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti