Troppo ubriache per giocare, sconfitte a tavolino

Clamoroso quanto accaduto nelle qualificazioni all'Europeo di categoria

Fonte: Getty Images

Sull'opportunità o meno di dedicarsi ai piaceri della carne prima di una partita di calcio si discute da sempre. C'è chi sostiene che le prestazioni sul campo ne risentano negativamente mentre altri lo trovano ringalluzzente. Di certo, prima di una gara importante, è sconsigliato bere alcolici.

Sconsigliatissimo, poi, alzare il gomito fino ad essere troppo ubriachi per poter scendere in campo. E' quanto accaduto alle calciatrici della Scozia femminile Under 19, che nel primo pomeriggio di lunedì non sono state in grado di sfidare le pari età della Serbia in una gara disputata in Albania e valevole per le qualificazioni all'Europeo di categoria in programma il prossimo anno in Irlanda del Nord.

Secondo quanto riferito dal quotidiano serbo 'Sportski žurnal', dietro alla decisione di non giocare, non ci sarebbe il cattivo stato di salute delle giocatrici, come raccontato dal commissario tecnico, Gareth Evans, ma la grande quantità di alcol ingerita la sera prima.

La gara non si è dunque svolta, e all'UEFA non è rimasto che assegnare il 3-0 a tavolino alla Serbia. La quale, ironia della sorte, stacca in classifica proprio la Scozia, con la quale fino alle 14 di lunedì condivideva il primo posto in classifica dopo due giornate.

Qualcosa di simile era accaduto anche nel corso delle ultime olimpiadi al ginnasta olandese Yuri Van Gelder. Nonostante si fosse meritato l'accesso alla finale nella specialità degli anelli dopo un ottimo turno di qualificazione, l'esperto ginnasta, forse per stemperare la tensione, si era concesso una bevuta di troppo che gli era però costata assai cara. Van Gelder era stato infatti subito rispedito a casa.

Una decisione difficile per noi – aveva spiegato il portavoce del Comitato Olimpico olandese, Maurits Hendriks -. Sportivamente parlando è un disastro, ma Yuri ma ha violato il nostro codice e non abbiamo altre scelte. Tutti gli accordi e le regole vanno rispettati. I nostri atleti hanno uno standard a cui devono attenersi e questo comportamento è inaccettabile”.

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