Trump dice che servono confini forti, non il caos che c'è in Europa

Il presidente difende il decreto su migranti

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Roma, 29 gen. (askanews) – “Il nostro Paese ha bisogno di confini forti e controlli estremi, ADESSO. Guardate cosa sta succedendo in tutta Europa e, anche, nel mondo, un caos orribile!”. Così il presidente Usa Donald Trump è tornato a difendere il decreto che vieta l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria, Yemen) che ha avuto ripercussioni in tutto il mondo, con numerosi casi di passeggeri a cui è stato impedito l’imbarco sul proprio volo.

Diversi leader europei hanno criticato il provvedimento. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel il decreto del presidente americano Donald Trump che limita gli ingressi dei migranti negli Stati Uniti è “ingiustificato”. Lo ha detto oggi il suo portavoce.

“Ritiene che persino nella battaglia necessariamente risoluta contro il terrorismo non sia giustificato sospettare di persone di determinate origini o convinzioni”, ha detto Steffen Seibert, citato dall’agenzia di stampa tedesca DPA.

Anche il presidente francese, François Hollande, ha detto che l’Europa deve rispondere con “fermezza” a Trump. “Nel momento in cui vi sono delle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti sull’Europa e sul modello del Brexit per altri Paesi, ritengo che occorra dare una risposta”, ha spiegato Hollande parlando a margine del vertice dei Paesi Ue del Mediterraneo, in corso a Lisbona.

“Dobbiamo affermare le nostre posizioni e avviare con fermezza un dialogo sui nostri valori: l’Europa deve darsi un’identità sulla base dei suoi valori, i suoi principi e i suoi interessi”, ha continuato Hollande.

Il premier italiano, Paolo Gentiloni, ha detto a sua volta, parlando a margine del vertice di Lisbona, che con la nuova amministrazione Trump “troveremo il modo migliore per collaborare” ma per farlo noi “dobbiamo riaffermare i nostri valori come Europa: che siamo noi, ci sono e sono forti”.

La premier britannica, Theresa May, si è invece rifiutata di condannare il decreto anti-rifugiati di Trump, affermando che Washington è responsabile delle sue scelte politiche. “Gli Stati Uniti sono responsabili per la politica sui rifugiati degli Stati Uniti. Il Regno Unito è responsabile per la politica sui rifugiati del Regno Unito”, ha detto May ad una conferenza stampa a Ankara, dopo essere stata ripetutamente sollecitata a dare una opinione sul decreto di Trump.

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