Trump ordina la costruzione del muro al confine con il Messico

Forti restrizioni per i rifugiati, possibile riapertura dei black sites

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Roma, 25 gen. (askanews) – Donald Trump ordinerà oggi la costruzione del “muro” al confine con il Messico, sua promessa elettorale e primo passo di una politica sull’immigrazione che si annuncia molto restrittiva e con non poche zone d’ombra, nel nome della sicurezza nazionale, secondo le indiscrezioni pubblicate dalla stampa Usa. Tra le misure che dovrebbero essere varate tra oggi e i prossimi giorni dal presidente americano, scrive il New York Times, figurano restrizioni agli ingressi negli Usa per i richiedenti asilo, il blocco dell’arrivo dei rifugiati dalla Siria e da altri Paesi “a rischio terrorismo”, quantomeno in forma temporanea. E la possibile riapertura dei “black sites”, i centri di detenzione all’estero teatro di interrogatori di presunti terroristi che Barack Obama fece chiudere nella prima settimana della sua presidenza, nel 2009.

Trump firmerà per la costruzione del muro con il Messico durante una visita al Dipartimento della Sicurezza nazionale, proprio nel giorno in cui a Washington arriva il ministro degli Esteri messicano, Luis Videgaray, per preparare la visita del presidente Enrique Peña Nieto, prevista alla fine del mese.

Il quotidiano di New York, informato da due persone che hanno visto i testi degli ordini esecutivi che il presidente dovrà siglare, prevede il ritorno di pratiche che sono state al centro di scandali e polemiche negli anni passati, come i centri di detenzione all’estero un tempo segreti e conosciuti come “black sites”, i siti neri. Già il fatto che potrebbero essere citati direttamente in un testo presidenziale è alquanto irrituale, fa notare il giornale. Trump intende inoltre tenere aperta la prigione di Guantanamo, che il suo predecessore Barack Obama aveva promesso di chiudere senza riuscirvi, anche se la popolazione del campo di prigionia allestito nella base navale di Guantßnamo, a Cuba, è stata ridotta al minimo. Infine, la nuova amministrazione Usa sarebbe pronta a includere i Fratelli Musulmani nella lista delle organizzazioni terroristiche, cosa gradita in particolare all’Egitto.

In base alla bozza già pronta, l’ordine presidenziale riguardo le politiche di detenzione lancerebbe un esame per valutare la possibilità di “reintrodurre il programma di interrogatori di terroristi stranieri di alto profilo da portare avanti fuori dai confini Usa” e l’opportunità che questi interrogatori siano condotti “in siti di detenzione gestiti dalla Cia”. Nel testo verrebbe specificato che “nessuno, in custodia americano, possa essere soggetto a torture o trattamenti crudeli, disumani o degradanti”.

Tra i provvedimenti che Trump intende far passare in fase esecutiva, secondo funzionari della Casa Bianca, la questione dei migranti “legali” risulta centrale: in pratica, si prospetta una rivoluzione nella politica di asilo, con il blocco dei permessi di ingresso dalla Siria e la sospensione da altri Paesi a maggioranza musulmana, sino a quando l’amministrazione non avrà elaborato un piano per “un adeguato esame” dei richiedenti asilo.
Per i rifugiati siriani, ma anche per afgani, somali e iracheni, significherebbe porte dell’America chiuse, almeno per qualche tempo.

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