Trump silura il segretario alla Giustizia contrario al bando immigrati

La Casa Bianca: ci ha tradito. Obama: in gioco i valori Usa

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New York, 31 gen. (askanews) – Che Donald Trump amasse i fedelissimi, era diventato chiaro subito dopo la sua vittoria elettorale. In vista del suo arrivo alla Casa Bianca, il miliardario di New York si era voluto circondare delle persone che non avevano mai smesso di credere in lui persino nei giorni più bui della sua campagna elettorale. Che non voglia intorno chi non sta dalla sua parte, è diventato palese esattamente dieci giorni dopo il suo arrivo alla Casa Bianca da presidente degli Stati Uniti, quando ha silurato il suo primo nemico.

Si è trattato di Sally Q. Yates, segretario alla Giustizia teoricamente in carica fino alla conferma della nomina di Jeff Sessions da parte del Senato (attesa da lì a poco). La sua colpa? Avere scritto ieri a tutti gli avvocati del dipartimento di Giustizia di non difendere in tribunale la decisione di Trump sulla sospensione agli ingressi di rifugiati e cittadini in arrivo da sette Paesi prevalentemente musulmani. La sua mossa, lei che era una obamiana, era totalmente simbolica, ma sintomatica delle divisioni all’interno non solo del suo ministero ma anche di chi lavora nel settore pubblico in generale e che si è ritrovato a seguire direttive controverse, al limite della legalità, se non illecite.

Il nuovo segretario ad interim, Dana Boente, in attesa della conferma di Jeff Sessions, “ha dato istruzioni agli uomini e alle donne del dipartimento della Giustizia di di fare il loro dovere e di difendere gli ordini del nostro presidente”.

Un nutrito gruppo di diplomatici statunitensi sta per esempio preparando un documento con cui esprimere il proprio dissenso per l’ordine esecutivo controverso, quello firmato da Trump venerdì 27 gennaio e che già nelle ore successive creò il caos negli aeroporti, spinse la gente a protestare e una fetta crescente della Corporate America a criticarlo, dalla Silicon Valley a Wall Street passando per Detroit (con Ford). Peccato che il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, abbia fatto capire la linea della nuova amministrazione: “Chi non è d’accordo, lasci”. Insomma, o con Trump o contro Trump. Yates non si è fatta intimidire e, pur sapendo che nel giro forse anche solo di un giorno avrebbe comunque passato l’incarico al senatore Sessions, ha comunicato la sua posizione.

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