Tuo figlio non vuole studiare a casa? Ecco il metodo più efficace

Con le belle giornate, i bambini fanno fatica a studiare a casa: vi suggeriamo qualche metodo efficace per motivarli nel modo giusto

20 Maggio 2020
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Da settimane oramai milioni di bambini sparsi in tutto il mondo si ritrovano a studiare in cameretta tramite un computer: la didattica a distanza si è resa necessaria da quando l’emergenza Coronavirus è arrivata dalla Cina prima in Europa e poi oltreoceano, ma questo enorme cambiamento nei piccoli studenti può aver avuto importanti conseguenze.

La mancata socializzazione con i compagni di classe per un periodo così lungo, insieme all’obbligo di stare a casa, a contatto con i genitori che si sono ritrovati a supervisionare le lezioni online dei propri figli e poi a dar loro una mano con i compiti pomeridiani, rappresenta una ingente dose di stress. Può succedere, allora, che i bambini facciano i capricci per studiare a casa, che perdano la concentrazione troppo spesso o si dilunghino nei compiti perché annoiati…

Gli esperti come Jennifer Sutherland-Miller, un’educatrice che ha trascorso più di due decenni a studiare a casa i propri figli, raccomandano di concedere ai ragazzini un po’ di tempo per lo svago e il divertimento.

Basta coinvolgerli in attività creative come ascoltare musica, dipingere, cucinare o semplicemente anche concedere loro un riposino pomeridiano: in questo modo ricaricheranno le batterie e saranno poi pronti ad affrontare un nuovo giorno di scuola stando però a casa.

Inoltre chi ha la fortuna di avere uno spazio esterno, possibilmente un giardino, può allestire la scrivania fuori all’aperto: la luce naturale, il contatto con il verde e i progetti manuali che i genitori possono realizzare con i figli apporteranno enormi vantaggi all’apprendimento. Questo tipo di approccio green e esperienziale, infatti, “ha una vasta gamma di benefici, tra cui il miglioramento della salute e della forma fisica, maggiore concentrazione, predisposizione al lavoro di squadra, benessere emotivo e indipendenza” ha spiegato l’esperta di “Forest School” Rebecca Wyatt.

Infine si raccomanda ai genitori di spronare i bambini a parlare dei propri stati d’animo poiché, come ha rilevato un recente studio condotto in Cina, sono i più piccoli a rappresentare dei soggetti a rischio depressione a causa della quarantena.

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