Tutti i dubbi (irrisolti) del bando sui rifugiati di Donald Trump

Caos tra l'applicazione e la legge

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Roma, 30 gen. (askanews) – L’ordine esecutivo firmato dal presidente Usa Donald Trump che blocca temporaneamente gli ingressi di cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana continua d alimentare confusione, rabbi a proteste in tutti gli Stati uniti. Il presidente è intervenuto con un comunicato per precisare che “non è un bando dei musulmani”, ma i dubbi sull’applicazione e i fondamenti legali del provvedimento restano irrisolti, così come è senza risposta la domanda se l’amministrazione obbedirà agli ordini di vari giudici federali di sospendere il bando. Anche stanotte migliaia di persone hanno manifestato rumorosamente negli aeroporti di molte città degli Stati uniti. Decine di migliaia di persone hanno protestato fuori dai cancelli della Casa Bianca, a Copley Square a Boston e a Battery Park a New York, in vista della Statua della Libertà.

In tarda serata Trump ha messo un comunicato che non fa molta luce sul provvedimento, sostenendo che è necessario per proteggere gli Stati uniti dal terrorismo. “Voglio chiarire che non è un bando dei musulmani, come riferiscono falsamente i media” ha affermato il presidente. “Non riguarda la religione, ma il terrorismo e la sicurezza del nostro Paese. Ci sono oltre 40 Paesi in tutto il mondo a maggioranza musulmana che non sono toccati da questo ordine”. Il presidente ha ribadito che gli Usa riprenderanno a emettere visti per tutti i Paesi “quando saremo certi di aver riesaminato e attuato le misure più sicure”. Mentre su Twitter ha stigmatizzato l'”orribile pasticcio” che accade in Europa sui rifugiati.

Ma la confusione continua a regnare: l’amministrazione sembra aver fatto una parziale marcia indietro sui detentori di green card, permessi di soggiorno permanenti negli Usa.”Per quel che riguarda i detentori di green-card, non li riguarda, ha detto il capo di gabinetto di Trump Reince Priebus, contraddicendo quanto affermato dal governo sabato. Il segretario della Sicurezza nazionale John F. Kelly è stato meno meno netto, dicendo che i possessori di green card dovranno essere sottoposti a un esame “caso per caso”. Il ministero di Kelly ha detto che rispetterà “gli ordini della magistratura”, ma continuerà ad applicare le direttive di Trump. “I viaggi vietati resteranno vietati e il governo Usa mantiene il diritto di revocare i visti in qualunque momento per motivi di sicurezza nazionale” ha detto il ministero.L’ordine esecutivo di Trump si applica ai migranti e cittadini di Iraq, Iran, Sudan, Somalia, Siria, Libia e Yemen e ai rifugiati da tutto il mondo.

I parlamentari democratici sono sul piede di guerra e progettano per oggi una manifestazione di fronte alla Corte suprema, mentre la decisione di Trump ha sollevato voci critiche anche tra i repubblicani. I senatori John McCain e Lindsey Graham si sono schierati contro l’ordine dicendo che un “procedimento così affrettato rischia di ottenere risultati dannosi”. Trump su Twitter ha subito ribattuto che McCain e Graham sono “tristemente deboli sull’immigrazione”, mentre il capogruppo repubblicano al Senato Mitch McConnell si è limitato a esprimere “cautela”.

Secondo il dipartimento della Sicurezza interna “meno dell’uno per cento” dei viaggiatori internazionali è stato colpito finora dalla misura, ma gli avvocati riferiscono di situazioni di caos negli aeroporti dove le persone in arrivo dai sette Paesi vengono detenute dalla polizia. Da sabato sera la magistratura ha fatto sentire al sua voce: un giudice federale di New York ha sospeso le deportazioni in tutto il Paese, seguita da magistrati di California, Virginia, Seattle e Boston.

Intanto davanti alla Casa Bianca le proteste proseguono, tra cartelli con le scritte “iislamofobia non è americana” e “Il dissenso è patriottico” e slogan “non c’è pace senza giustizia”.
Negli aeroporti da Baltimore a Bangor, da Dallas a Denver, i manifestanti gridano “lasciateli andare!”, o “lasciateli entrare!”. In molte città lo slogan è lo stesso “niente odio, niente paura. I rifugiati sono i benvenuti”.

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