Tutto ciò che mamme e papà devono sapere sui pidocchi

Come combattere i pidocchi nei bambini? I fastidiosi parassiti che provocano prurito possono essere debellati con alcuni semplici e veloci accorgimenti

Fonte: pixabay

I pidocchi sono dei fastidiosi e piccoli parassiti che trascorrono la propria breve esistenza nascondendosi all’interno della capigliatura umana. Solitamente tendono a prediligere le zone relative alla nuca e all’area appena sopra le orecchie per creare il proprio habitat, all’interno del quale vivere e riprodursi. I soggetti più esposti per contrarre i pidocchi sono i bambini. Fortunatamente questi problematici insetti sono facilmente debellabili, basta infatti seguire alcuni piccoli accorgimenti senza particolari conseguenze. E’ giusto affrontare il problema con tempestività e nel più breve tempo possibile senza attendere che si risolva da solo, cosa che piuttosto difficilmente accadrà. A differenza di quanto si potrebbe pensare, una buona igiene personale non basta per scongiurare l’insorgere di una simile problematica. Al contrario infatti, capita che chi tende a condurre un’esistenza all’insegna della pulizia, si troverà ad avere delle difese immunitarie piuttosto basse che favoriranno la colonizzazione da parte di questi parassiti.

Talvolta i pidocchi non manifestano in modo eclatante la loro presenza, se non provocando nel soggetto colpito un fastidioso ed incessante prurito cutaneo. Nonostante le loro dimensioni molto ridotte sono facilmente visibili ad occhio nudo, presentano infatti una lunghezza che spazia dai due ai quattro millimetri. Hanno una colorazione marroncina e si nutrono del sangue che rubano alla sfortunata vittima tramite piccole ed impercettibili punture eseguite sul cuoio capelluto. Sono proprio queste punture a provocare la sensazione di prurito. I pidocchi hanno un ciclo vitale piuttosto breve che non supera le quattro settimane, ma depongono parecchie uova e pertanto sono destinati a riprodursi in continuazione. I pidocchi non volano, ma possono essere trasmessi da un soggetto ad un altro tramite il contatto fisico ravvicinato. E’ questo infatti il principale motivo per cui sono proprio i bambini tra i tre e i dodici anni a presentare più spesso i sintomi che denotano l’insorgenza di una simile patologia. Il contagio può avvenire poi anche per mezzo di scambi di spazzole, pettini o cappelli infetti.

Solitamente, per capire se uno o più bambini sono stati contagiati da questi parassiti, si ricorre all’utilizzo di un apposito pettine di metallo a denti stretti. Come bisogna procedere per estirpare tutti i pidocchi? Generalmente la procedura è piuttosto semplice. Basterà infatti utilizzare gli appositi rimedi farmaceutici che, nel corso di qualche ora, porteranno a compimento la missione. Il trattamento però va ripetuto più volte, anche nel caso in cui non vi sia più traccia del parassita, per scongiurare al meglio una nuova e futura insorgenza. Talvolta infatti le uova, maggiormente resistenti, riescono a rimanere attaccate alla cute proteggendo il pidocchio che riposa al loro interno. E’ bene che tutti i bambini o gli adulti che sono entrati in contatto con il soggetto affetto da pidocchi si sottopongano a scrupolosi ed attenti controlli di verifica, per debellare l’ipotesi di un eventuale contagio. In tanti, erroneamente, pensano che procedendo con il taglio dei capelli si riesce ad eliminare il parassita. Tale credenza però è del tutto priva di fondamenta e, nonostante possa contribuire a facilitare l’applicazione dei trattamenti, non debella il problema. Nel caso in cui il vostro bambino sia stato affetto dai pidocchi, non è obbligatorio procedere a disinfettare gli ambienti. Questi parassiti infatti, se tenuti lontano dalla cute, vivono in media non più di due giorni.

Una volta eseguito correttamente il trattamento anti pidocchi, il soggetto contagiato può nuovamente ed immediatamente tornare a giocare con gli altri bambini o riprendere a svolgere le quotidiane attività che lo vedevano coinvolto a socializzare con i suoi coetanei, in quanto non può più essere considerato in alcun modo contagioso. Questi parassiti, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non possono essere debellati semplicemente immergendo la testa sott’acqua. Essi infatti hanno la proverbiale capacità di sopravvivere ben tre o quattro ore anche nella più totale assenza di ossigeno. Purtroppo i miti e le dicerie totalmente sbagliate in merito ai pidocchi sono decisamente numerose. Un’altra di queste, completamente priva di fondamenta e di senso logico, è quella che vede gli animali domestici (quali cani, gatti, roditori, papagallini, ecc.) come i principali portatori di pidocchi. In realtà non c’è niente di più falso in quanto i parassiti degli animali domestici sono diversi da quelli che attaccano noi umani. Pertanto è impossibile che siano i nostri amici a quattro zampe ad essere la causa scatenante dei fastidiosi pruriti cutanei che attanagliano bambini e adulti di tutte le età. Prevenire l’insorgere dei pidocchi è possibile grazie a scrupolose e costanti osservazioni della cute. Anche in assenza di tali parassiti poi, è possibile procedere applicando alcuni specifici prodotti che ne sfavoriscano una possibile ed eventuale futura presenza.

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