Tutto su "120 battiti al minuto"

Scopriamo insieme "120 battiti al minuto" il film che ha trionfato a Cannes e che ora è candidato a 13 César

Si intitola “120 battiti al minuto” il film di Robin Campillo candidato a 13 premi César. La pellicola, che racconta l’AIDS degli anni Novanta in modo struggente e inedito, ha già conquistato pubblico e critica.

A Cannes ha vinto il Grand Prix, la Queer Palm e il Premio Fipresci della critica internazionale. Nelle sale francesi in sole 4 settimane ha attirato oltre 650 mila spettatori. Non solo: la pellicola è stata scelta per rappresentare la Francia agli Academy Awards nel 2018.

Il film racconta l’HIV negli anni Novanta e il modo in cui il mondo si approcciò ad una malattia che stava mietendo moltissime vittime. Il racconto è pieno di vita, ma anche di amore e morte.

“Ho voluto raccontare questa storia – ha raccontato Campillo ad Huffington Post  – perché sentivo che non era stato ancora fatto e occorreva farlo in un modo che ottenesse la massima visibilità, andando al di là della nostalgia. Non credo che il cinema possa avere un impatto diretto sulla politica, il film non vuole rivendicare una soluzione per qualcosa che oggi non funziona”.

“E aggiungo, senza nostalgia – ha continuato il candidato a 13 César -: sarebbe inimmaginabile sentire la mancanza della violenza di quegli anni. Nel film è implicita la tristezza della perdita di persone che ammiravamo, che amavamo e con cui abbiamo passato tanti bei momenti. Ma io penso anche di più a quelli di noi che sono sopravvissuti e a quelli che ancora oggi combattono con la malattia”.

Negli anni Novanta l’Aids ha provocato la morte di 42 milioni di persone e ancora oggi ci sono 36 milioni di sieropositivi nel mondo. La pellicola è ambientata a Parigi, dove Nathan (Arnaud Valois) si unisce agli attivisti di Act Up e intreccia una relazione con il militante Sean (Nahnel Pérez Biscayart).

A rendere semplicemente perfetto il film è poi la colonna sonora, che viene citata sin dal titolo. L’espressione inglese “120 battiti al minuto” infatti indica i battiti del cuore, ma anche la house music, che fu la colonna sonora di quello strano periodo. Per realizzarla il regista ha scelto il dj Arnaud Rebotini, mentre la “canzone chiave” di tutta la pellicola rimane What About This Love di Mr. Fingers.

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