Ucciso da drone campione di lotta: militava nell'Isis

Il campione di lotta è stato colpito durante un'azione militare a Mosul, in Iraq

L’esistenza di Chamsulvara Chamsulvarayev, originario della Repubblica del Daghestan, militante dell’Isis si è interrotta a Mosul, in Iraq, durante un attacco aereo. Nella città contesa, è stato colpito da un drone, nel corso di un’azione militare.

Il campione aveva lasciato le competizioni nel 2014, nonostante avesse già conquistato la medaglia europea nella lotta, per aderire allo Stato islamico e ricoprire il ruolo attivo di reclutatore: a lui erano affidate le “spose della jihad” ovvero le giovanissime donne kamikaze, formate perché siano pronte ad abbracciare l’ipotesi del sacrificio estremo.

Una vicenda estrema, la sua al pari della notizia della sua morte confermata dall’analista del centro britannico IHS Janes Joanna Parashchuk, fonte citata anche da Lenta.ru.

Chamsulvarayev era un lottatore, che aveva conquistato una indubbia notorietà internazionale attraverso l’attività agonistica e i risultati ottenuti: oltre al titolo europeo del 2009 aveva vinto 3 bronzi europei (2007, 2008 e 2010), e un argento (nel 2009) e un bronzo mondiali (2007). Nato a Sergokalinsky e cresciuto a Makhachkala, capitale del Daghestan, a 20 anni rinunciò alla nazionalità russa e col passaporto azero era diventato una stella della lotta nella categoria dei 74 chili.

Nella sua carriera sportiva figura anche la partecipazione ai Giochi di Pechino nel 2008, un sogno olimpico sfiorato che sfumò agli ottavi . In Iraq l’ex campione di lotta era accusato di aver avuto un ruolo importante nel rapimento di Diana Ramazanova, ragazza 18enne russa incinta che si fece esplodere a Istanbul all’esterno di una stazione di polizia nel gennaio 2015.

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