Una delfina nella nuova storia del veterinario che salva i ricci

Massimo Vacchetta, noto come ‘il veterinario che salva i ricci’, porta in libreria una nuova e tenerissima storia: conosciamo meglio Kasya.

27 Ottobre 2021
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Fonte: 123RF

Si chiama Kasya la protagonista di ‘Raccontami qualcosa di bello’ (Sperling & Kupfer), il nuovo romanzo di Massimo Vacchetta noto anche come “il veterinario che salva i ricci”. Sappiamo bene quante e quanto coinvolgenti possano essere le storie che coinvolgono i nostri amici animali ed è proprio un delfino – anzi una delfina – ad animare le pagine dell’ultimo lavoro del veterinario piemontese.

Da qualche anno alla guida del Centro di Recupero Ricci «La Ninna» (un piccolo ospedale dedito alla cura e alla riabilitazione dei ricci), Vacchetta racconta quello che anche il sottotitolo definisce come uno straordinario salvataggio. Una storia che, dopo la triste cronaca che ha visto due delfini spiaggiati lungo le coste dell’Adriatico, è più attuale e avventurosa che mai.

Tutto ha inizio nell’aprile 2020, mentre l’Italia come il mondo intero è paralizzata dalla pandemia: l’autore, infatti, viene conquistato da un video le cui immagini mostrano una delfina sofferente in una vasca del delfinario in disuso di Teheran. Ed, ecco, allora le prime indagini per capire le condizioni di Kasya e le motivazioni di tale straziante situazione.

Quello che Vacchetta porta alla luce è doloroso: la delfina si sta lasciando morire dopo aver perso la compagna di vasca Alpha. Impossibile rimanere indifferenti. Così, grazie al supporto di tanti volontari e all’impegno del veterinario, la catena di salvataggio si accende per non abbandonare l’animale.

Raccontami qualcosa di bello

Copertina ‘Una delfina nella nuova storia del veterinario che salva i ricci’ di Massimo Vacchetta (FONTE IMMAGINE: Ufficio Stampa)

Tra un ‘paziente’ e l’altro, la vicenda di Kasya diventa una ragione di vita, un impegno fatto di passione e solidarietà capace di superare i confini, fisici e non solo. “È la storia bellissima e vera dei nostri ricci e della delfina Kasya”, scrive Massimo Vacchetta sulla sua Pagina Facebook. “Mentre tutt’attorno il mondo sembrava crollare, il Centro serrava i ranghi e combatteva con ancor più forza e determinazione a fianco dei più deboli. È un romanzo vero, di ampio respiro in cui ho cercato di trasmettere ai lettori tutta la passione e l’impegno che animano me, tutto lo staff ed i volontari, così come i valori in cui crediamo”.

E, ancora, si legge nel post: “la dedizione agli altri, secondo me, è la medicina migliore per curare tutti i nostri mali e per restituirci la dignità di uomini, giusti e onesti, alleviando la sofferenza di chi non ha nessuno, di chi è dimenticato da tutti. Vi farà piangere, ma anche sorridere e spero umilmente che induca le persone a riflettere sul vero senso della vita in una società che sembra essersi smarrita”. Perché non esiste storia che non abbia qualcosa da insegnare.

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