Una scuola in 3D: al via la costruzione di Madagascar

Grazie a una ONG, in Madagascar sta per essere realizzato il progetto futuristico di una scuola in 3D. Ecco di cosa si tratta.

3 Marzo 2021
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Fonte: 123RF

La tecnologia in 3D si prepara a rivoluzione anche il mondo delle costruzioni. Grazia al progetto di una ONG, infatti, in Madagascar sta per essere realizzata la prima scuola stampata in 3D che ha l’ambizione di diventare anche un modello per altri istituti analoghi in tutto il continente e oltre. Veloce ed economico nella realizzazione, il piano potrebbe davvero rappresentare un prototipo replicabile anche altrove.

A firmare l’iniziativa, sulla carta rivoluzionaria, Thinking Huts che – come spiega il sito ufficiale – è un’organizzazione senza scopo di lucro che utilizza soluzioni tecnologiche innovative e umanitarie per colmare il divario globale di opportunità. E l’aspirazione nasce dall’impegno di immaginare “un futuro in cui un’istruzione di qualità sia accessibile tramite scuole stampate in 3D”.

La ONG si serve degli strumenti messi in campo dallo studio di architettura Mortazavi, che ha sedi a San Francisco e a Lisbona. Attraverso le sue stampanti, infatti, verrà eretta la scuola nel campus universitario di Fianarantsoa, nella regione meridionale del Madagascar. Tale struttura avrà uno sviluppo a moduli sul modello di un nido d’api e prevede ambienti differenti collegati l’uno all’altro.

Ogni spazio sarà autonomo e dotato di due bagni e una zona armadio, con la possibilità di aggiungere ulteriori unità in futuro a seconda delle esigenze. Ma in quale materiale sarà costruita la scuola? Per le pareti è stata scelta una miscela di cemento che verrà distribuita a strati sovrapposti in modo da limitare le emissioni inquinanti. Tetto, finestre e porte saranno, invece, realizzati con materiali recuperati in loco.

A fornire lo strumento basilare, ovvero la stampante in 3D, è l’azienda finlandese Hyperion Robotics che è specializzata nella stampa per cemento armato. E terminata la costruzione, la macchina sarà lasciata all’università per futuri utilizzi. Entro la fine del 2021 il primo edificio dovrebbe essere già completato in attesa di poter accogliere i suoi studenti non appena la situazione sanitaria lo renderà possibile.

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