Vasco Rossi e Bebe Vio entrano nel vocabolario Zingarelli

Zingarelli 2019: ecco quali sono i personaggi che hanno scritto le due nuove “definizioni d’autore”

Vasco Rossi e Bebe Vio, due personalità diverse, due carriere professionali ben distinte. Da cosa allora sono accomunati?

L’edizione 2019 del vocabolario Zingarelli ha inserito due nuove “definizioni d’autore” e queste sono legate proprio al celebre cantante rock di Zocca e a Bebe Vio, la schermitrice italiana, campionessa paralimpica.

Ma cosa sono le “definizioni d’autore”? Vengono inserite a corredo della scheda lessicografica di una parola, ovvero sono delle “riflessioni” su una definizione presente nel vocabolario e attinente alla parola stessa. E Vasco Rossi insieme a Bebe Vio, non sono i primi che hanno dato un personale contributo allo Zingarelli: da diversi anni alcuni rappresentanti della scienza, della cultura, dello sport o più in generale, del costume italiano vengono invitati a scrivere una “definizione d’autore”.

Attualmente ne sono presenti ben 127 e tra queste ci sono quelle di Carlo Verdone, della sciatrice Sofia Goggia, di Armani fino a quella di Aldo Grasso che alla voce “televisione” ha aggiunto: “Quando capiremo la differenza tra vedere e guardare, capiremo anche cos’è la televisione”.

E quale poteva essere il termine presente nel vocabolario e a cui Vasco Rossi la dato la sua personale “definizione d’autore”? Basta ricordare un suo brano, uno dei più emblematici per il rocker, ovvero “Vita spericolata” ed è facile dedurre la parola, ovvero “spericolato”: “Spericolato, rischioso, avventuroso. Nel senso che dice Nietzsche, vita vissuta pericolosamente e pienamente accettandone le sfide, i rischi, le fatiche, le gioie e le sofferenze. Cercare di prevenire e affrontare gli ostacoli, non evitarli. Rifiutai un lavoro sicuro in banca per inseguire il mio sogno di vivere di Musica e Parole, una vita non garantita, non omologata, indipendente. Fare cose spericolate significa fare esercizio, ripetere e imparare. Rischiare, ma portare sempre a casa la pelle. Con disciplina ed esercizio costante, come il funambolo, il trapezista, l’atleta o il chitarrista, si arriva a far sembrare semplice una cosa molto difficile”.

E per Bebe Vio invece, la sua “definizione d’autore” è per la parola “sogno”, lei che ha voluto fortemente realizzare il suo diventando così una campionessa di scherma. Ecco cosa si legge nel dizionario: “Una parola magica, che evoca un pensiero astratto, ma che vorremmo concreto. Tutti sogniamo, fin da piccoli, e più siamo piccoli più grandi sono i nostri sogni. Io da bambina sognavo di partecipare all’Olimpiade. Poi la vita mi ha fatto deviare il percorso e ho cominciato a sognare la Paralimpiade. Ma sognare non basta: devi volere, programmare, inseguire, sudare. Con impegno, costanza e caparbietà ho realizzato il mio sogno: la medaglia d’oro individuale alle Paralimpiadi di Rio 2016 e la medaglia a squadre. È stata un’emozione immensa, ma quello che rimane davvero è un percorso di vita pazzesco, condiviso con chi mi è stato vicino. Perché sognare è vivere”.

vasco-rossi-bebe-vio

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti