Vent’anni di euro: cosa costa effettivamente di più

2001 – 2021, l’euro spegne venti candeline tra rincari e nuove abitudini.

27 Dicembre 2021
Se condividi l'articolo su Facebook guadagni crediti vip su Libero Cashback Risparmia con lo shopping online: a ogni acquisto ti ridiamo parte di quanto spendi. E se accumuli crediti VIP ottieni rimborsi più alti!
Fonte: 123RF

Sono trascorsi vent’anni da quando, per la prima volta, abbiamo avuto a che fare con la moneta unica europea. La vecchia lira italiana andava, così, definitivamente in pensione lasciando il posto all’euro e a tante nuove incertezze finanziare. Come dimenticare, per esempio, i primi mesi in cui in una mano avevamo le nuove monete con le quali familiarizzare e, nell’altra, il calcolatore per avere esattamente idea di quanto stessimo spendendo?

A due decenni di distanza, Altroconsumo ha condotto un’indagine per capire che tipo di impatto ha avuto l’euro sul nostro portafogli. La ricerca ha tenuto in considerazione i costi di beni e servizi nei primi vent’anni di moneta unica, come trasporti, spesa e bollette varie. Una delle abitudini più consolidate è quella del caffè al bar: se nel 2001 il costo si aggirava attorno a 0,46 euro, oggi per la stessa tazzina sborsiamo la bellezza di 1 euro, come minimo.

Rincari si segnalano anche per una pizza con bibita che oggi ci costa una media di 9,66 euro rispetto ai 5,50 euro di vent’anni fa. Anche viaggiare sui mezzi pubblici è diventato più caro: il biglietto costa 1,50 euro fino ai 2 euro di Milano. Non cambia molto la situazione per chi sceglie di muoversi in automobile, visto il caro benzina con aumenti record che toccano il raddoppio.

Complice anche l’inflazione, poi, si segnano aumenti nelle bollette per l’energia, nell’acquisto degli elettrodomestici (come frigoriferi e ferri da stiro) e dei dispositivi hi-tech quali smartphone e fotocamere. Segnano, invece, un ribasso nei costi alcuni prodotti durevoli come aspirapolvere, forni a microonde e lavatrici oltre ai notebook.

Altri aumenti, ma più contenuti, si segnalano sul fronte alimentare. Altroconsumo stima che il pane è aumentato più di tutti gli altri prodotti con un rincaro che tocca l’82%. Registrati, infine, aumenti anche per le attività del tempo libero, cinema compreso: se, infatti, nel 2001 la spesa media per un film in sala era di 5,36 euro oggi per vedere la medesima pellicola spenderemmo 6,25 euro con un esborso ulteriore pari a +16,7%. Ah, la cara vecchia lira!

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti