Virginia Raggi indagata dice ai giornalisti: "Devo rispondere a voi o alla procura?"

M5s contro i media

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Roma, 26 gen. (askanews) – Sale la pressione politica nella capitale in vista di lunedì 30 gennaio, quando la Procura di Roma ascolterà la sindaca Virginia Raggi, indagata per abuso d’ufficio e falso per la nomina di Renato Marra a direttore del Dipartimento Turismo. Mentre in Aula Giulio Cesare prosegue la maratona di Bilancio per portare a casa, possibilmente entro domani, il previsionale 2017-19 dopo il via libera arrivato lunedì scorso dall’Oref, i vertici locali e nazionali del M5S serrano i ranghi a testuggine – fianco a fianco, senza lasciare nessuno spazio -, all’interno, con una gestione “a vista” di consiglieri e parlamentari, e all’esterno, nei confronti della stampa.

“Scusate c’è una indagine in corso, secondo voi io devo rispondere a voi o alla Procura? Io credo di dover rispondere per prima cosa alla Procura, poi parleremo”, risponde Raggi a chi la intercetta a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione. Il leader del movimento la descrive sul suo blog “serena e io non posso che esserle vicino in un momento che umanamente capisco essere molto difficile”. La scelta del M5S è di aspettare l’esito del confronto tra la sindaca di Roma e i magistrati prima di qualunque scelta. Anche perché se Raggi venisse rinviata a giudizio c’è chi non aspetterebbe la condanna, come vorrebbe il codice di condotta pentastellato, per chiederne lo scalpo. Tre giorni, in questo quadro, rappresentano un’eternità, per cui è bene cercare unità nella lotta al nemico comune: la stampa cinica e bara.

Il diversivo del giorno lo offre il Corriere della sera, che ha descritto come scontro tra un Grillo furente e una Raggi sgomenta il centro di una telefonata i due la cui esistenza, in realtà, era stata ventilata ieri in Campidoglio, in occasione del vertice di maggioranza, per cementare, al contrario, l’impressione di una salda triangolare tra Genova, Milano e Roma. Dopo qualche scoppiettio su Twitter con un cronista della Stampa, il M5S schiera l’artiglieria pesante. “I giornalisti del Corriere della Sera – tuona Grillo – sono molto male informati o volutamente disinformati. La ricostruzione della telefonata pubblicata oggi è totalmente falsa, nonché ridicola. Altro che post verità, siamo arrivati alla fantanotizia, alla fake news come sistema”. Raggi s’allinea alle versione del leader quasi ad verba: “La fantomatica telefonata con Grillo non c’è mai stata, anzi è molto tranquillo, io e gli avvocati siamo molto tranquilli, immagino che tra un po inventeranno che ho anche ucciso qualcuno”, sostiene uscendo di casa.

Nella linea “normalista” che ha caratterizzato la gestione della crisi post-invito a comparire, la sindaca annuncia la sua partecipazione, domani mattina, alle celebrazioni della “giornata della memoria” prima in Campidoglio e, a seguire, in Quirinale. Anche l’ordinaria amministrazione comunale, però, non agevola la narrazione. In Aula Giulio Cesare, dalle 13, i revisori dell’Oref risponderanno alle domande dei consiglieri su che cosa non andasse nel primo bilancio capitolino dell’era Raggi, tanto da bocciarlo. Spiegheranno, inoltre, quelle 12 osservazioni che hanno mantenuto anche nel parere positivo, sui quali si misurerà la capacità gestionale dell’amministrazione nei prossimi mesi. A seguire l’Assemblea capitolina entrerà nel vivo degli emendamenti al Bilancio, con l’obiettivo di chiudere questa partita prima di lunedì, prima che le vicende giudiziarie oscurino un risultato importante come l’approvazione della strategia economico-finanziaria della Giunta Raggi. Un successo di cui l’amministrazione ha bisogno, ora come mai.

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