Voglie in gravidanza: vero o falso? I falsi miti da sfatare

Sulla gravidanza circolano tante verità quante bufale: cosa c’è di vero e di falso sulle voglie irresistibili che colgono la donna incinta?

Non è raro vedere sul grande schermo uomini più che premurosi uscire in piena notte per la propria compagna incinta alle prese con delle voglie di cibo irresistibili, eppure quanto c’è di vero in questo aspetto della gravidanza?

Bisogna certamente sfatare qualche mito a cominciare dalle macchie sulla pelle del nascituro: non c’è alcuna correlazione scientifica – spiega Valeria Savasi, ginecologa Ricercatrice dell’Università di Milano – tra i desideri gastronomici insoddisfatti della donna in dolce attesa e la comparsa di chiazze alla nascita.

Cari futuri papà, ci fa sempre piacere vedervi pronti a esaudire ogni richiesta della vostra amata ma potete anche evitare di affannarvi troppo. In genere poi è falso che le voglie arrivino nel cuore della notte, ma quando sentiamo la necessità di una ricompensa alimentare, dobbiamo ragionevolmente assecondarla.

In questo modo la donna in dolce attesa (consigliato anche in gravidanza fare esercizio fisico intenso) sta facendo presente a se stessa e al partner che ha bisogno di una coccola: può essere una esigenza fisica o psicologica, che va soddisfatta nei limiti del buon senso. Ad esempio se in gravidanza vi viene voglia di prosciutto crudo o sushi, fareste meglio a ripiegare su altro.

Un altro mito da sfatare riguarda la convinzione che se la futura mamma abbia più voglia di salato, allora nascerà un maschio mentre sarà una femminuccia se sente sempre bisogno di mangiare dolci (ecco altri metodi empirici per capire il sesso del nascituro): può esserci qualche coincidenza, ma molte mamme hanno smentito questa credenza.

Perché, oltre al fattore psicologico, in gravidanza vengono le voglie è presto detto: il massiccio cambiamento ormonale (anche se non riusciamo a parcheggiare è colpa degli ormoni!) a cui va incontro la donna durante questa fase porta con sé l’aumento del fabbisogno di carboidrati. Il fisico richiede un maggiore apporto di zuccheri e il cervello invia degli stimoli ad hoc perché la richiesta venga esaudita.

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