Vuoi essere sepolto vivo? In Russia costa solo 50 euro

Una rivoluzionaria terapia nata in Russia promette di far superare la paura della morte facendosi seppellire vivi

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Fonte: flickr

Quello di essere sepolto vivo è un vero incubo per molti, eppure il miglior modo di superare le proprie paure è quello di affrontarle. Una nuova terapia rivoluzionaria, forse un po’ eccessiva e di certo un po’ macabra, sta quindi prendendo piede in Russia per affrontare e superare la paura della morte: essere sepolti vivi, dopo essersi scavati personalmente la fossa. Pare che i russi stiano letteralmente facendo la coda per sottoporsi al trattamento, ma sembra che non sia tutto oro quello che luccica. Sergey Volkov, l’inventore del macabro procedimento, ha dichiarato ai media russi che lo shock di essere sepolti vivi e sfidare la morte aiuta a superarne paura e la claustrofobia.

Scavarsi la fossa di persona per farsi inumare da Volkov costa 3000 rubli, che corrispondono a circa 50 euro ma sono una cifra ragguardevole per il russo medio. Eppure, almeno per il momento, i clienti non sembrano mancare. Riguardo questa cura miracolosa sono state però sollevate alcune serie perplessità: Volkov innanzitutto non è nè un medico nè uno psicologo, nè nessun tipo di professionista autorizzato ad operare terapie di alcun tipo, e pare non ci sia nessun personale di soccorso presente alla terapia per intervenire in caso di bisogno.

Finire due metri sottoterra in effetti non è un gioco: la paura di essere sigillati in una vera e propria bara può ad esempio causare attacchi di panico, e la mancanza d’aria in uno spazio tanto ristretto può dare problemi a chi soffre di malattie respiratorie. Per di più Volkov è stato denunciato per aver diffuso foto e video dei suoi trattamenti senza l’autorizzazione dei pazienti, infrangendo così la riservatezza a cui chi si sottopone ad un qualsiasi trattamento dovrebbe avere diritto.

Rimane il fatto che l’improvvisato terapeuta ha trovato una piccola miniera d’oro con la sua originale forma di medicina alternativa. La speranza è che questo successo si riveli passeggero e che la “terapia Volkov” non generi imitatori ancor più amatoriali impegnati a seppellire il prossimo per pochi rubli: la terapia non è assolutamente riconosciuta ufficialmente, ed è fin troppo facile che qualcosa vada prima o poi storto in qualche inumazione low-cost organizzata da qualche sprovveduto.

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