Wimbledon story: l'impresa di Ivanisevic

Goran Ivanisevic è ricordato nel mondo del tennis non solo per le sue abilità ma anche per il suo carattere particolare e impetuoso...

Fonte: Wikipedia

Goran Ivanisevic non è solo un asso del tennis, è un personaggio a sé, molto spesso sopra le righe, che si è fatto conoscere tanto per i suoi meriti sportivi quanto per il suo particolare carattere. Croato, dotato di grande talento, mancino con un braccio sinistro alquanto potente legato a un corpo di un metro e 93 cm di altezza, Ivanisevic ha battuto, nel corso della sua carriera, tutti i record di Ace.

La sua personalità ingombrante, il suo carattere impulsivo e il suo atteggiamento spesso sfottente nei confronti degli stessi arbitri, però, gli hanno causato in seguito alcuni rimpianti, impedendogli di vincere gare e accaparrarsi importanti trofei.

Goran, tra gli eterni secondi

Negli anni ‘90, il tennista non mancava mai di salire sul podio al termine delle competizioni importanti. Tuttavia, il suo nome si annovera tra quelli degli “eterni secondi”, con il nome lasciato al confine della storia del tennis. Questo decennio è stato invece dominato dalle figure di Becker ed Edberg prima e, più tardi, di Agassi e Sampras.

Il punto forte di Goran, in primo luogo, è il servizio. La preparazione di questo è molto bassa, con le mani al livello dei piedi, l’alzata del braccio sinistro è seguita da uno spettacolare Ace. Questo colpo è stato molto spesso odiato dai tifosi. È ciò che accadde nel 1993, durante la finale del torneo Parigi-Bercy. Ivanisevic si rese colpevole di servire con percentuali altissime, rendendo difficoltoso al suo esperto avversario Andrei Medvedev di toccare la palla.

La fine di una carriera

Con una media di mille Ace a stagione, Goran bombarda gli avversari, sino al giorno in cui l’infortunio alla spalla segna il punto finale della sua brillante, per quanto controversa, carriera. Oltre al servizio, il croato brilla in molte altre abilità da tennista: il suo colpo a due mani, per potenza e precisione, sfiora la perfezione, così come lo straordinario rovescio.

Le volée, benché ostacolate dall’altezza del giocatore, sono precise e taglienti, mentre il dritto, posizionato in angoli improbabili, gli permette di segnare svariati punti. Grazie alle caratteristiche elencate, è l’erba il terreno sul quale Goran si rivela in assoluto più minaccioso per gli avversari: quindi anche a Wimbledon.

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