Zanardi, una storia meravigliosa e dorata

La dedica commovente dopo il trionfo a Rio

Fonte: Getty Images

Alex Zanardi continua a stupire. Alla soglia dei 50 anni, l’ex pilota emiliano ha difeso con successo l’oro olimpico conquistato 4 anni fa nelle Paralimpiadi di Londra, trionfando a Rio de Janeiro nella prova della cronometro, categoria H5.

E’ solo l’ultimo sigillo della splendida storia dell’ex driver di Formula 1, che dopo aver perso le gambe in un incidente nella CART (serie automobilistica americana) è rinato sportivamente nel paraciclismo, divenendo uno degli uomini di punta del movimento, e un esempio, per la sua grande forza di volontà. Dopo il gravissimo incidente, Zanardi subì l’immediata amputazione degli arti inferiori e rimase in coma farmacologico per giorni. Solo dopo 15 operazioni poté lasciare l’ospedale ed iniziare il difficile e lungo processo di riabilitazione.

Ma il suo attaccamento alla vita e la passione per lo sport hanno fatto la differenza: nel giro di pochi mesi, con la sorpresa di tutti, riuscì nuovamente a camminare con le protesi e gareggiò ancora alcuni anni in Europa. Quindi il passaggio al paraciclismo: in handbike ha preso parte alla maratona di New York nel 2007, in cui arrivo quarto. Con il passare degli anni, la sua confidenza con il suo nuovo sport crebbe, fino al trionfo ai Giochi di Londra nel 2012, dove conquistò due ori e un argento a quasi 46 anni.

Dopo la corsa di Rio, Zanardi ha dedicato la vittoria a Gianmarco Tamberi, lo sfortunato saltatore azzurro che ha dovuto saltare per infortunio le Olimpiadi: “Ho tante dediche da fare per questa gara, a mia mamma che mi ha messo al mondo, a mia moglie Daniela che amo tanto, a mio figlio per cui darei la vita. Ma siccome sono ancora un ragazzino e ho tanti progetti e qualche soddisfazione ancora me la voglio togliere dedico questa medaglia a Tamberi. Sei forte e ti rifarai dalla botta che hai preso prima di Rio”.

28’36″81 il tempo complessivo: “E’ stata una gara durissima, non so come ho fatto. Una faticaccia incredibile, non so cosa mi è rimasto per le prossime gare (mercoledì ha la prova in strada), ma intanto questa è presa. Se sei spinto solo dall’ambizione ad un certo punto ti stanchi, occorre passione”.

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