Zaytsev è il più social dei pallavolisti

Lo schiacciatore della Nazionale è diventato un idolo nel corso delle ultime Olimpiadi

Fonte: Getty Images

Ivan Zaytsev è uno degli uomini simbolo dell'Italvolley che a Rio de Janeiro ha conquistato una splendida medaglia d'argento in finale contro il Brasile padrone di casa. Con le sue schiacciate e le sue battute devastanti, lo 'Zar' è diventato un vero e proprio idolo dei tifosi e del web.

Contro il Brasile nella finale olimpica è però mancato qualcosa: "L’energia mentale. Dopo la vittoria da fuori di testa in semifinale abbiamo avuto un grande scarico – ha spiegato il russo naturalizzato italiano in una intervista a 'La Gazzetta dello Sport' -. In finale poi l’inizio sembrava una partita di serie C. E lì, dopo i primi errori loro che ci hanno dato un vantaggio 3/­4 punti, non siamo riusciti a sfruttare il momento".

In semifinale, però, era stato proprio Zaytsev a trascinare l'Italvolley con una serie di battute da antologia contro gli USA: "Ho sempre cercato di farmi trovare in una specie di bolla dove non pensi a niente. Aspetti solo la palla che ti arriva e riesci a scegliere bene quello che devi fare. E in quella partita ero abbastanza focalizzato anche se venivo da quel 3° set allucinante (perso 25­9 dall’Italia, ndr). Sul record di velocità in battuta invece non ti accorgi di quanto stai forzando. E in quella circostanza non ho avuto la percezione dei 127 km/h, anche perché ha toccato il nastro e la battuta è stata ricevuta".

Un argento che ha portato tanto entusiasmo intorno alla Nazionale ed a tutto il movimento della pallavolo italiana: “La soddisfazione è tanta per aver fatto appassionare tanti italiani. In molti non ci conoscevano visto che siamo, come gli altri sport, offuscati dal calcio. Siamo molto contenti di aver fermato quasi un intero Paese a guardare la finale. Peccato per il risultato", ha poi aggiunto lo 'Zar'.

Dopo due stagioni in Russia, alla Dinamo Mosca, Zaytsev torna a casa: "L’Italia mi è mancata tantissimo. Mi è mancato il calore dei tifosi, della gente. In Russia c’è molta più freddezza". E lo fa proprio a Perugia… "Sono tornato da dove sono partito, nel palazzetto dove ho esordito, dove ho avuto il primo contratto vero. I tifosi di Perugia non devono temere che dopo l’Olimpiade ci sia un periodo di rilassamento. Sono già in modalità “On”, la testa s’è già riaccesa. Ho voglia di mettere radici a Perugia".

Contenuti sponsorizzati

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti