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"Ciaone" entra nel vocabolario: tutte le nuove parole italiane

"Ciaone", "fake news", "brexit" e "webete" sono entrati a far parte del nuovo dizionario italiano

Il mondo cambia e anche l’italiano, così “ciaone” entra a far parte del dizionario della nostra lingua. Sono ben 1500 i neologismi inseriti nella nuova edizione del Devoto-Oli, il famosissimo vocabolario di Le Monnier che è stato presentato in questi giorni a Milano.

La versione cartacea contiene oltre 70mila voci e 250mila definizioni (quella digitale 110mila e 300mila) fra cui spiccano i neologismi “brexit”, derivato dalla situazione della Gran Bretagna, ma anche “fake news”, ormai un termine di attualità, “webete“, ideato dal giornalista Enrico Mentana, e “ciaone”.

L’opera, che compie 50 anni, è stata realizzata da Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli in collaborazione con Luca Serianni e Maurizio Trifone, e racconta, meglio di chiunque altro, la contemporaneità del linguaggio, in grado di mutare con la realtà. “Sono due le maggiori criticità presenti nella lingua italiana – ha spiegato il linguista Luca Serianni -. La punteggiatura, che viene spesso aggiunta come lo zucchero a velo sulle torte, e il lessico. Ci sono parole che stanno scomparendo: come ciarpame o derogare che i giovani non sanno utilizzare in maniera corretta in una frase, perché non ne conoscono il significato. Perdere il contatto con la parte più alta e costruita della lingua significa diminuire le proprie competenze attive e passive. Il pensiero astratto ha bisogno di un linguaggio intellettuale”.

“L’utilizzo degli inglesismi, a volte, è solo esibizionismo provinciale – hanno spiegato gli autori, che hanno deciso di realizzare anche una versione digitale per avvicinare i giovani alla lingua -. La Rete e la carta hanno usi complementari. Per comprendere il contesto di un’espressione come “dolo eventuale” è corretto rifarsi a una ricerca online che offre più spunti di confronto. Ma non dimentichiamo che il vocabolario è una fonte di fantasia e ricchezza lessicale ineguagliabile. Per Bufalino era l’unico libro da portare su un’isola deserta”.

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