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Ecco cosa accade poco prima e poco dopo la morte

Cosa c'è tra la vita e la morte? Ecco alcune delle esperienze vissute e raccontate da chi s'è trovato nel 'limbo'

Se la morte è una delle poche certezze della vita, uno dei misteri antropologici che da sempre colpisce l’uomo è cosa avvenga davvero nei momenti appena precedenti e appena successivi a quella che può essere considerata ‘morte’. Certo, ‘fisicamente’ sappiamo cosa accade dopo al corpo, che va in progressiva decomposizione, ma quale sia davvero l’esperienza a livello mentale rimane uno dei grandi quesiti dell’uomo. Alcune persone sono riuscite però a vivere esperienza molto particolari, al limite, e sono ‘tornati’ nel mondo dei vivi portandosi dietro ricordi affascinanti.

E’ il caso, ad esempio, di una persona ‘morta’ durante un intervento chirurgico. “Sono sempre nervoso quando mi sottopongo a interventi chirurgici ma quella volta sentivo che c’era qualcosa che davvero non andava, ho fatto testamento e l’ho messo in un cassetto – il racconto di una persona, rimasta anonima come gli altri narratori – Infatti durante l’intervento sono sorti dei problemi, in particolari ho iniziato a perdere sangue e per qualche istante il mio cuore ha smesso di battere. Poi ho scoperto di essere ‘morto’ per diversi minuti“.

“Non so se quella che ho vissuto sia stata un’esperienza reale, un’allucinazione o un mix delle due cose ma mi son svegliato in qualcosa che sembrava lo spazio ma senza stelle o luce. Non fluttuavo, per così dire: semplicemente mi trovavo in una condizione stabile, non sentivo freddo, caldo, fame o altro – ha aggiunto – Sentivo che c’era una luce, una presenza amorevole vicino ma non sentivo l’urgenza o il bisogno di avvicinarmisi. Ricordo che stavo ripensando alla mia vita ma non come fosse un film, più come se guardassi delle pagine di un libro saltando da un episodio all’altro. Non mi ricordo se ho preso la decisione di restare o tornare indietro, semplicemente mi sono risvegliato nel reparto di terapia intensiva due giorni dopo. Qualunque cosa fosse, ha cambiato il mio pensiero su un paio di cose. Ho ancora paura di morire ma non più spaventato da cosa ci sia dopo la morte”.

Avventura diversa per un individuo che stava per morire di setticemia durante una chemioterapia. “La cosa peggior di tutte, guardando indietro, è quanto questa esperienza mi sia sembrata pacifica. Quando ho cominciato a vomitare sangue sono finito in stato di shock, colpivo il muro per attirare l’attenzione di mia madre, quasi come un automa, ma il resto di me sembrava aver smesso di preoccuparsi – ha raccontato l’uomo – Quando i dottori stavano cercando di salvarmi la vita, io volevo semplicemente avere un nuovo black-out, non volevo che le luci mi facessero male agli occhi e i dottori mi procurassero dolore: lo stato di incoscienza mi sembrava più facile da vivere”.

“Questa è stata l’esatta sensazione che ho provato quando sono rimasto nel reparto di terapia intensiva per qualche settimana, drogato di medicine e facendo come avanti e indietro tra vita e morte. Dormire era più facile mentre svegliarmi era qualcosa di più doloroso e meno dignitoso. Quindi, se davvero si vuole sapere come ci si sente quando si è vicini alla morte, beh, bisogna dire che si hanno sensazioni piacevoli.Era come se volessi schiacciare il pulsante della sveglia quando suona alle sette di mattina: ecco, magari la fermi una o due volte ma poi ti ricordi che devi andare a scuola o al lavoro e che il sonno può aspettare perché hai ancora della robaccia da fare”.

Ovviamente quello che potremmo vivere tra vita e morte può coinvolgere anche i nostri cari, come ha sottolineato un motociclista che stava per morire in un incidente stradale. “Sono svenuto mentre viaggiavo a circa 80 km/h e sono finito contro un palo. Ho due ricordi ben chiari di quell’evento. Il primo è di essermi ritrovato come sottosopra a chiedermi pigramente perché stessi attraversando una via al contrario – ha rivelato il motociclista – La seconda cosa che ricordo, invece, è il dolore provato nello sbattere contro il palo. In condizioni normali avrei davvero pianto come un bambino ma mi ricordo invece che ero sul selciato e le cose stavano diventando lentamente nere e silenziose, una situazione che era oggettivamente di sollievo perché allontanava da me il dolore che avevo provato all’impatto”.

“L’unico motivo per cui non mi sono addormentato è perché ho sentito qualcuno gridare ‘”Sveglia! Tirati su! Alzati!” e poi c’era qualcuno che stava prendendo a schiaffi il mio casco. Quando ho aperto gli occhi ho visto mio fratello sdraiato sull’asfalto vicino a me ed era una cosa incredibile perché mio fratello era morto diversi anni prima. Non riuscivo a concentrarmi per parlare e così semplicemente sono rimasto lì a guardarlo”.

Esperienza impressionante anche per un’altra persona ‘quasi morta’ in un incidente: “Sono rimasto gravemente ferito in un incidente d’auto, colpito da un automobilista ubriaco una settimana prima del diploma al liceo. Evitando tutti i dettagli più o meno ‘splatter’, diciamo che avevo perso così tanto sangue che mi hanno dichiarato morto – è il racconto di questa persona – Anche se non ricordo moltissimo, nel momento tra il mio salvataggio dall’auto finita contro un’albero e il risveglio tre settimane dopo, ricordo solo che sentivo un calore piacevole e vedevo luci. Ho sempre pensato che fosse tutto legato alle cure mediche e allo spostamento in aree dell’ospedale con illuminazioni differenti ma diciamo anche che sono aperto a suggestioni ultraterrene”.

E per finire, il ‘classico’ caso della vita che ti scorre in un attimo davanti agli occhi poco prima di morire. “Sono stato vittima di un brutto incidente d’auto: ero finito contro il parabrezza e m’ero incastrato tra due auto. Ero sempre sul punto di svenire e sentivo che stava arrivando un sacco di gente, dalla polizia all’ambulanza – è l’esperienza di un altro individuo – Quindi tutto ha iniziato a sembrare lontano, mi sembrava di scomparire e ho visto passare davanti a me tutta una serie di rimpianti della mia vita, fino all’ultimo, quello di non essermi messo la cintura di sicurezza quella notte. Me ne saranno passati davanti centinaia ma ora ne ricordo solo alcuni. Poi mi sono svegliato in ambulanza. E’ stato un punto di svolta della mia vita.”

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