Le persone non sono così buone come sembrano, lo dice la scienza

Le persone che definiamo buone non lo sono per la scienza. Una ricerca davvero sorprendente

Fonte: Wikimedia

Gli psicologi della Goldsmiths University di Londra hanno svolto una ricerca davvero interessante. Hanno dapprima chiesto alle persone se si ritenessero “buone” per poi osservarle nei loro atteggiamenti quotidiani. La stragrande maggioranza di coloro che, anche da altre persone, erano ritenute buone, in realtà spesso non lo erano. Nel senso che mancavano di quei gesti per cui una persona viene ritenuta “buona”. Inoltre, i soggetti in questione spesso erano ricchi e soddisfatti delle proprie vite ed è stato trovato un nesso fra ciò e l’opinione che avevano di sé.

Jonathan Freeman ha diretto le ricerche per poi farle pubblicare sul Times. Ha dichiarato che il 73% di coloro che erano ritenuti o si ritenevano buoni in realtà spesso mancavano di rispetto. Tra i candidati, più della metà urtavano le persone salendo in treno o macchiavano le proprie professioni di negligenza. Atteggiamenti che nessuno mai considererebbe “giusti”. La scienza insomma ha dimostrato che le persone, semplicemente, non sono buone come credono.

Perché si ritengono buoni

Gli atteggiamenti per cui queste persone si consideravano buone sono i seguenti. Il principale motivo di vanto, risulta essere l’aver dato indicazioni ad uno sconosciuto ma sopratutto avergli aperto le porte di casa. Inoltre, in molti avevano un’alta considerazione di sé, avendo in diverse occasioni ceduto il posto in treno a persone anziane. Certo, si tratta di atti davvero cortesi.

Eppure osservandoli è stato palese che fossero così premurosi solo con quei gesti di pura formalità, che spesso lasciano il tempo che trovano. In circostanze più complesse, come quelle succitate o ancora come aiutare un perfetto estraneo a trasportare carichi pesanti, le stesse persone, trovano difficoltà ad agire.

Filantropia

Questo fenomeno viene indicato come Intelligenza Emotiva. Si tratta di un quoziente intellettivo emozionale, con cui si riesce, se alto, ad affrontare meglio gravi situazioni di stress e compassione. La solidarietà è un argomento complesso. In molti scelgono di farla e si corre comunque il rischio di essere criticati per ciò.

Il dibattito, infatti, da sempre verte sul farla in silenzio o in maniera palese, se sia giusto farla quando si ha una buona disponibilità economica o anche se non si è particolarmente agiati. Intanto i VIP non si risparmiano a riguardo, basti pensare al recente gesto fatto dal capitano della Roma Totti. E fra le persone comuni, a volte, si compiono piccoli gesti, che rendono la vita delle persone, un po’ più piacevole.

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