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Evita di mangiare l'anguilla a Natale, il motivo è molto serio

L'anguilla europea è a serio rischio estinzione e la sua presenza nei piatti natalizi è oggetto di discussione

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Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

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Content writer, video editor e fotografa, ha conseguito un Master in Digital & Social Media Marketing. Scrive articoli in ottica SEO e realizza contenuti per social media, con focus su Costume & Società, Moda e Bellezza.

Il mondo della cucina di un certo livello ha recentemente preso una decisione importante che va oltre il semplice menù natalizio. I membri del World Culinary Council di Relais & Châteaux hanno infatti votato all’unanimità per eliminare immediatamente l’anguilla europea dai loro piatti, con un richiamo affinché gli altri 580 hotel e ristoranti del gruppo seguano questo esempio cruciale.

Perché l’anguilla è stata “bandita” dai menu?

Questo movimento non è solamente un capriccio da gourmet, ma una risposta urgente all’appello dell’ONG Ethic Ocean, che evidenzia la necessità critica di proteggere la biodiversità marina. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), l’anguilla europea è infatti a rischio di estinzione, un campanello d’allarme che richiede azioni concrete.

L’anguilla nelle cucine di tutto il mondo

L’anguilla europea, conosciuta scientificamente come Anguilla anguilla, è una specie di anguilla che abita le acque dolci e salmastre dell’Europa e delle regioni circostanti. Questo animale dalle forme serpentiformi e dalla pelle viscida ha giocato un ruolo significativo nella gastronomia di diverse culture.

La sua carne gustosa e delicata l’ha resa un ingrediente amato in numerose preparazioni culinarie tradizionali. In molte regioni europee, viene utilizzata per preparare zuppe, stufati, arrosti e piatti affumicati. La sua versatilità in cucina ha portato a una varietà di ricette che sfruttano il suo sapore distintivo.

Le cause del declino delle anguille sono molteplici e allarmanti. Inquinamento delle acque, distruzione dell’habitat naturale e pesca eccessiva stanno conducendo questa specie sull’orlo della scomparsa. La decisione dei chef di Relais & Châteaux rappresenta un primo passo cruciale, ma non può essere l’unica risposta a questa emergenza.

Mauro Colagreco, Vice Presidente degli Chef di Relais & Châteaux, ha sottolineato l’importanza dell’intervento dei cuochi nel fermare la richiesta di anguille. Gli chef giocano un ruolo fondamentale nel plasmare le tendenze alimentari e nel sensibilizzare il pubblico sull’importanza della conservazione delle specie a rischio.

Quali sono gli altri pesci in serio pericolo

Tuttavia, la questione va oltre l’anguilla. Altri pesci come tonni e salmoni affrontano minacce simili e richiedono l’attenzione immediata del settore alimentare e delle istituzioni governative. La salvaguardia delle specie marine non può essere ignorata e richiede azioni congiunte su più fronti.

È necessario un coinvolgimento più ampio, un’azione coordinata tra chef, istituzioni e individui. I governi devono adottare politiche rigorose per proteggere non solo le anguille ma l’intero ecosistema marino, garantendo la sopravvivenza delle specie a rischio di estinzione.

La decisione dei membri del World Culinary Council è un faro di speranza, ma la responsabilità di proteggere le anguille e altre specie marine è condivisa da tutti noi. Ogni scelta alimentare conta e può contribuire alla salvaguardia della biodiversità marina. Per questa stagione natalizia, consideriamo l’impatto delle nostre decisioni per quanto riguarda il menu delle feste, e pensiamo alla salute del nostro pianeta e delle future generazioni.

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