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Stephen Curry, la storia di un fenomeno del basket

Wardell Stephen Curry è un giocatore di basket Nba, sta scrivendo la storia di questo sport ed è pronto a diventare uno dei tiratori più forti di tutti i tempi

Fonte: flickr

Stephen Curry è figlio d’arte. Suo padre, Dell Curry è stato un grande giocatore dell’Nba. Sin da bambino con il fratello maggiore Seth, ha respirato l’aria dei palazzetti americani, visto tantissime partite, ha appreso la tecnica di gioco osservando a bordo campo i suoi idoli. Nato a Akron, in Ohio, cresce a Charlotte nel North Carolina, la città dove in quegli anni giocava il padre. Prima di ogni partita ufficiale degli Charlotte Hornets, i due fratelli scendevano in campo e avevano la possibilità di tirare con grandi campioni.

Da bambino, frequenta la scuola Montessori mentre quando il padre si trasferisce per giocare a Toronto, si iscrive al Queensway Christian College. Durante gli anni del liceo entra a far parte della prima squadra ed è ancora suo il record di miglior marcatore della scuola, con 1.700 punti a referto durante un campionato scolastico. Il fisico agile e sottile non lo rende speciale come molti altri giocatori, non viene individuato come possibile talento da molte università e non vince nessuna borsa di studio. Decide allora di iscriversi presso il Davidson College, l’unico istituto a non aver mai più vinto un torneo NCAA dal 1969.

Le stagioni collegiali lo rendono protagonista, con una media a partita di 21.5 punti è il miglior realizzatore dietro Kevin Durant. Entra a far parte della nazionale statunitense di pallacanestro under 19 e anche in questo caso si distingue con una media di 9.4 punti. Nel secondo anno del college completa la crescita, sia fisica arrivando ad un altezza di 191cm, sia professionale come giocatore, con una media di 25.5 punti di media a partita. Conclusi gli studi il passo verso il massimo campionato è breve, si sente pronto per l’NBA.

In molti sono ancora scettici riguardo al suo fisico, sempre magro e troppo sottile, non in grado di reggere un’intera annata. Inaspettatamente a sceglierlo però nel 2009 è lo staff tecnico della squadra dei Golden State Warriors, Oakland. Debutta il 28 ottobre dello stesso anno, parte in quintetto e segna 14 punti. Il suo percorso tra i professionisti però non è tutto in salita, i due anni successivi sono molto difficili tra infortuni e un minutaggio sempre minore. Solo a partire dal 2012 la carriera prende forma, acquista fiducia, si allena, migliora, sino a diventare l’uomo da numeri da record. I riflettori sono tutti puntati sul suo talento e sui suoi canestri da tre punti da fantascienza. Era da tanto che l’Nba non vedeva un campione così.

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